La pandemia ha colpito duramente tutti i comparti della società. Così il governo ha deciso di venire incontro a quei proprietari di casa che a loro volta hanno concesso uno sconto ai loro inquilini.
E’ il cosiddetto bonus affitti. Ma vediamo meglio di che cosa si tratta e soprattutto cosa significa questa scadenza così a breve termine. Si tratta di un contributo a fondo perduto e che trova la sua origine nel decreto Ristori e mira a risarcire in parte i proprietari di casa che abbiano concesso una riduzione sul canone di locazione. Il contributo vale esattamente la metà dello sconto che il locatore ha concesso al conduttore, ma ha un tetto massimo e questo tetto massimo è fissato in €1200. Questo bonus vale soltanto per i contratti che erano già in vigore dal 29 ottobre 2020, ma non basta.
Il contratto deve essere stato rinegoziato ovverosia deve essere stato concesso il famoso sconto. Questa rinegoziazione deve essere avvenuta tra il 25 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021. I termini sono piuttosto brevi perché si sono aperti il 6 luglio e termineranno il 6 settembre. Inutile dire che il contratto di locazione deve essere regolare e registrato. Non si fa distinzione tra un contratto in regime ordinario oppure con cedolare secca.
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Il contratto di locazione deve essere relativo ad un immobile che si trova in un comune ad alta tensione abitativa e sul sito del Ministero dei Trasporti c’è l’elenco di tutti i comuni considerati ad Alta tensione abitativa.
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E’ evidente come la ratio di questo bonus affitti non è tanto quella di stimolare i consumi, come quasi tutti gli altri bonus, bensì di offrire un risarcimento ad una categoria che è stata colpita come quella dei proprietari di casa alla quale sono stati imposti oneri anche molto pesanti.
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