Lo slancio di ieri è finito e la borsa attende i dati del lavoro USA col fiato sospeso. Agosto si è chiuso con la paura dell’inflazione.
Ma poi in un modo o nell’altro alle notizie sull’aumento dell’inflazione la borsa sembra aver fatto il callo e così la giornata di ieri è stata tonica e dinamica in tutto il pianeta. Ma oggi la borsa appare guardinga. Dopotutto i dati sull’inflazione continuano ad essere poco incoraggianti. Il timore è sempre quello cioè che le banche centrali cominciano a parlare di lievissimi aumenti dei tassi, che ormai sono davvero la bestia nera delle borse. Intendiamoci, le borse sono sempre state allergiche ad un aumento dei tassi da parte della banca centrale, ma ormai c’è questa atmosfera da fine del mondo visto che come noto, le azioni sono ampiamente sopravvalutate e il rischio che tornino di schianto a valutazioni più realistiche è elevato.
Il grilletto ovviamente resta sempre nelle mani delle banche centrali. Ma oggi non ci sono informazioni nuove da quel punto di vista, dunque le borse sono in attesa. Attendono dati nel mercato del lavoro USA dovrebbero essere dati positivi ed incoraggianti infatti i futures sono in tenue rialzo. I dati del lavoro, o meglio il loro impatto, è ambiguo. Un miglioramento degli occupati è ovviamente una cosa positiva ma il timore resta sempre lo stesso, cioè che offra un pretesto alla Fed per toccare i tassi. Powell come al solito ha gettato acqua sul fuoco dicendo chiaro e tondo che la disoccupazione è ancora troppo alta tuttavia i mercati restano in attesa.
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La variante Delta resta la grande incognita, ma sotto sotto i mercati sperano che faccia abbastanza paura da tenere il tapering ancora in naftalina.
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