Una brutta notizia per 1,5 milioni di partite IVA in regime forfettario: il governo vuole estendere l’obbligo della fattura elettronica anche a loro.
sarebbe un modo davvero efficiente per contrastare l’evasione perché consentirebbe l’acquisizione di una montagna di dati da incrociare eventualmente. Tuttavia l’iter per questa riforma è ancora tutto da sviluppare. I nodi da risolvere sono tanti: la contrarietà di parte del parlamento, ma anche quello della privacy. Non secondaria la necessità di via libera da parte della Commissione UE. La direttrice generale delle Finanze ha già inviato la richiesta all’Europa per poter estendere la fatturazione elettronica anche a tutti i soggetti attualmente esentati.
È noto che il governo deve fare assolutamente cassa e la lotta all’evasione è in cima ai desiderata dell’esecutivo. Con questa mossa che l’Italia sta chiedendo fortemente all’Unione Europea, ci sarebbe la possibilità di controllare con estrema chiarezza un milione e mezzo di partite IVA che attualmente il governo riesce a monitorare in modo piuttosto relativo. In realtà il problema è che il regime forfettario in Italia è molto diffuso e il governo sa bene che benché sia necessario per consentire a tanti free-lance di andare avanti è anche una sorta di cono d’ombra per gli accertamenti.
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Tra l’altro le commissioni Finanze di Camera e Senato già a fine giugno hanno gettato le basi per questa riforma.
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Il tentativo era stato fatto già lo scorso anno, ma per evitare tutte le lungaggini e le problematiche legate al placet UE si era scelto di optare per una volontaria adesione con incentivi e stimoli. Ma a quanto pare stavolta il governo (che nel frattempo è cambiato) vuole puntare all’estensione obbligatoria.
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