Pensioni, Salvini non vuole il ritorno alla Fornero e insiste su Quota 102

Le dichiarazioni leghista degli ultimi giorni, confermano come l’intenzione del Carroccio sia quella di fare di tutto affinché la legge Fornero non rientri più in vigore.

La Lega farà di tutto affinché la Legge Fornero non venga mai più ripristinata. Questa una delle frasi rilasciate negli ultimi giorni dal segretario Matteo Salvini, che ha spiegato come “non mi interessano le etichette, mi interessa difendere lavoratori e pensionati ed evitare il ritorno alla legge Fornero. Ci stiamo lavorando con Draghi, partendo dalla tutela dei lavoratori precoci e dei dipendenti delle piccole imprese, troveremo sicuramente una soluzione positiva”. Salvini sta dunque lavorando insieme al premier per raggiungere un compromesso, e una soluzione, hanno spiegato ad Adnkronos alcune fonti vicine al partito leghista, potrebbe anche essere individuata in Quota 102. 

Pensioni, Quota 102 potrebbe l’unico compromesso possibile tra Lega e governo

Al quotidiano di informazione le fonti interne al partito hanno infatti spiegato che Quota 102 permetterebbe di mandare inpensione ad alcune categorie specifiche come i lavoratori precoci o per quelli di imprese sotto i 15 dipendenti”. Resta il fatto che il leader leghista continua a mostrarsi irremovibile su un possibile ritorno della legge Fornero. 

Leggi anche: La crisi dei chip stronca Intel (-11%) ed il comparto trema

Leggi anche: Gli smartphone pieghevoli sono stati un disastro. Ed Apple gongola

Nulla di cui sorprendersi in fondo, in quanto si tratta di una delle battaglie simbolo della Lega, una di quelle decisive, che probabilmente ha contribuito in modo fondamentale all’exploit elettorale delle scorse elezioni: il ritorno alle legge Fornero è incompatibile con la realtà. Io e il presidente Draghi stiamo lavorando per tutelare il diritto al lavoro e alla pensione, l’importante è non tornare alla legge Fornero. Chiamarla Quota 100 o quota y non importa, quello che conta è che dal 1 gennaio tu non porti via 6-7 anni di vita ai lavoratori”