Sono varie associazioni legate al mondo dell’edilizia che stanno ribadendo con forza al Governo e agli organi di informazione un concetto che spesso sfugge.
Non c’è dubbio che il bonus 110% e in generale tutti quanti bonus legati all’edilizia siano stati una spinta a ripartire per il paese. In particolare il martoriato settore dell’edilizia, che era uscito con le ossa rotte dalla crisi del 2008 sicuramente ne ha ricevuto un notevole incentivo. Ma proprio mentre grazie al super bonus 110% l’Italia si riempiva di cantieri edili, ecco che è arrivato un rincaro dei prezzi delle materie prime veramente impressionante. Dall’acciaio al legno, dal ferro alle materie plastiche niente si è salvato da questo incremento a monte delle materie prime.
Di conseguenza tutta quella convenienza ad aprire cantieri che il bonus in effetti garantiva, va in fumo a causa di un contesto inflazionistico che chiaramente le imprese edili devono trasferire all’utente finale. Le associazioni di categoria stanno cercando di trasmettere al governo la gravità di questa situazione perché aumenti delle materie prime così marcati, di fatto rendono un lavoro sconveniente o troppo oneroso. Quella fiammata dei prezzi che i cittadini hanno avvertito soltanto in autunno e soltanto sulla bolletta e della benzina, il mondo dell’edilizia la avverte da mesi con conseguenze disastrose. Ma anche la cantieristica stradale è nei guai perché i costi necessari per il catrame sono anch’essi schizzati alle stelle. E’ una situazione che a nostro giudizio riceve troppo poca considerazione dalle dal mondo della politica e delle istituzioni.
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Continuare a negare l’impatto devastante dell’inflazione e ignorare gli allarmi che giungono dal mondo del lavoro non porta da nessuna parte.
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Sarebbe importante fare tesoro di questi appelli e non focalizzarsi solo sulla questione energetica.
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