Allarme Covid: la Cina dice di fare provviste di viveri

Ve lo avevamo anticipato qualche settimana fa.

Le Olimpiadi invernali per Pechino sono un incubo. Un incubo perché la Cina ha paura di un ritorno del covid, infatti i numeri sono piuttosto inquietanti. Se in Cina dovesse ritornare il covid questo sarebbe il colpo di grazia ad un’economia che ha dimostrato tante fragilità. Il caso Evergrande è complessissimo da risolvere e tutto il comparto immobiliare cinese soffre per un debito veramente inquietante da 5000 miliardi di dollari. I costi di produzione sono più alti che mai e la crisi della supply chain getta un’ombra minacciosa sulle effettive capacità di produrre del paese del dragone. Pur di tornare ad essere competitivi i cinesi stanno tornando al carbone tra le ire della comunità internazionale. Ma se torna il covid nemmeno questo basterà.

La Cina teme il ritorno del Covid

Intanto le autorità dicono di tornare a fare scorte di viveri e questo la dice lunga sul timore che hanno che la situazione vada nuovamente fuori controllo. Una nuova pandemia sarebbe per l’economia cinese davvero difficile da sopportare. E ovviamente il governo non tenta più nemmeno di dissimulare i suoi timori. Chiedere ai cittadini di fare scorte di viveri e di beni di prima necessità significa che il pericolo è assolutamente concreto e che in ogni modo lo si vuole scongiurare. Sono molti gli analisti che vedono la situazione cinese assai precaria. Ma se la pandemia dovesse ritornare non solo la ripresa andrebbe in fumo, ma tutte le politiche attuate sino ad oggi sarebbero state completamente inutili.

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Già in tanti paesi dell’Est europeo sono tornati i lockdown e le strutture sanitarie fanno fatica a gestire la situazione.

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I numeri del covid vengono monitorati in modo spasmodico dalle autorità e questo comunicato così esplicito ha scosso gli analisti.