Il Superbonus 110% è stato rinnovato, ma il Governo ha voluto fissare dei paletti per tanti motivi.
Innanzitutto c’è stata la questione della cessione del credito e sconto in fattura. Inizialmente prevista soltanto per il Superbonus, poi è stata estesa anche a tutti gli altri. Poi è spuntata la delicata questione dei maggiori controlli. Infatti, è saltato fuori che tanti hanno percepito il bonus casa senza averne titolo, sottraendo allo stato cifre importanti. Ne è nato il decreto anti frodi che però secondo molti sta rendendo molto e forse anche troppo più complesso accedere ai bonus casa. Ne parliamo qui. Ma ciò che maggiormente preoccupa chi lavora nel settore è proprio l’inflazione. I rincari delle materie prime necessarie all’edilizia sono stati veramente fortissimi e si teme che l’impatto dei bonus quest’anno sia molto più limitato proprio a causa di questi rincari. Dunque non mancano coloro i quali sottolineano che tra norme più contorte e rincari che rendono quasi sconvenienti i lavori, l’impatto di questi bonus sarà assai più limitato e problematico.
C’è poi la questione delle scadenze che sono differenziate. Si, perchè all’interno dello stesso Superbonus vi sono scadenze diverse che è utile tenere in considerazione. Per i condomini, il Superbonus scade il 31 dicembre 2023. Poi scenderà al 70% per l’anno 2024. Nel 2025 scenderà ancora al solo 60%. Per le case indipendenti la scadenza, invece cade il 30 giugno 2022. Ma c’è una piccola scappatoia. Si può arrivare al 31 dicembre 2022 se si ha già presentato Comunicazione inizio lavori entro il termine tassativo del 30 settembre 2021.
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Per cooperative e Iacp il termine è il 31 dicembre 2023 con taluni requisiti temporali da rispettare.
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Insomma scadenze differenziate per un bonus importante ma reso problematico dai costi che stanno scoraggiando tante imprese che chiedono al Governo maggior supporto proprio sul fronte dell’inflazione.
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