Allarme inflazione agricoltura: i rincari sul cibo possono essere tremendi

I rincari più gravi riguardano l’agricoltura e presto potrebbero essere trasferiti sul banco del supermercato.

Il settore agricolo sta soffrendo questa ondata di rincari delle materie prime in maniera particolarmente acuta. Fertilizzanti, sementi e tutte le altre materie prime che occorrono a questo delicato comparto sono raddoppiate o triplicate di costo. Si tratta di una situazione di forte allarme per questo comparto che rischia di avere serie difficoltà a produrre. Secondo gli esperti la filiera della produzione agricola è in tali difficoltà che si potrebbero determinare penurie alimentari anche notevoli. L’inflazione giunta sino ad oggi sul banco del supermercato sarebbe ben poca cosa rispetto a quella che potrebbe derivare da un’agricoltura costretta a produrre poco e a costi altissimi. Dunque i problemi che oggi patisce questo comparto ben presto potrebbero irradiarsi a raggiera sui consumatori.

Un settore delicato

Le associazioni dei consumatori stanno lamentando da tempo un costo molto più elevato per fare la spesa al supermercato. Ma c’è da dire che fino ad oggi aziende produttrici e grande distribuzione hanno assorbito gran parte dei rincari. Ma se dovesse perdurare quella difficoltà a monte a produrre del settore primario, i rincari potrebbero essere molto molto più elevati. Si tratta di uno dei rischi più concreti derivanti da questa spirale inflazionistica. Le associazioni degli agricoltori e degli allevatori denunciano con forza questo stato di cose e fanno il lungo elenco delle materie prime che hanno subito aumenti effettivamente marcati. Ma allo stato attuale non c’è alcuno strumento in atto per sgonfiare i costi degli agricoltori.

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Tuttavia non arginare una situazione che potenzialmente può abbattersi sui consumi in modo pesantissimo è pericoloso.

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Come vi stiamo sottolineando in questi mesi è singolare vedere questi fenomeni, negati o sminuiti proprio da quegli organismi che potrebbero farci qualcosa, cioè le banche centrali.