Federal Reserve e Banca Centrale Europea hanno da tempo intrapreso un percorso di politica monetaria ultra espansiva ed ultra accomodante.
Questo ha consentito alle borse di crescere in una maniera strepitosa, ma stranamente non generava inflazione. Con il Covid le politiche delle due banche centrali sono diventate ancora più espansive ed accomodanti e i tassi sono precipitati a zero. Il momento era eccezionale e non si poteva fare diversamente. Tuttavia da diversi mesi la ripresa dell’economia combinata alle politiche ultra espansive, ha fatto impennare di prepotenza l’inflazione in tutto il mondo. L’inflazione si è impennata a partire dai costi dell’energia sino a trasmettersi a quasi tutte le materie prime. I rincari sono veramente forti e questo costituisce un grosso limite per il potere d’acquisto delle famiglie, ma anche per le imprese che trovano sempre più costoso e sconveniente produrre.
Se la Federal Reserve americana ha iniziato il suo Quantitative Easing ed ha lasciato intendere che nel 2022 alzerà i tassi (probabilmente di due volte secondo alcuni) la Banca Centrale Europea non ha fatto nulla di tutto ciò. In sostanza le banche centrali sino ad oggi hanno negato l’inflazione ed oggi anche se la ammettono continuano a fare ben poco, la Fed, e nulla la Banca Centrale Europea. Questo sta attirando critiche feroci ai due istituti centrali perché così facendo consentono all’inflazione di crescere senza sosta. E gli effetti li stiamo vedendo sulle filiere produttive che trovano sempre più difficile e soprattutto più costoso produrre. I cittadini se ne accorgono quando pagano le bollette e quando fanno la spesa al supermercato ma il problema più grosso è che si rischia di bloccare la produzione.
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L’amministratore delegato di Deutsche Bank, Chirstian Sewing ha rivolto parole particolarmente sprezzanti nei confronti della BCE, dicendo che stiamo lottando contro gli effetti collaterali delle sue scelte e che deve invertire la rotta immediatamente.
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Una presa di posizione pesante che la BCE sbaglierebbe ad ignorare.
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