Le compravendite residenziali stanno facendo registrare un trend fortemente rialzista.
Non solo le compravendite immobiliari crescono ed in modo piuttosto sostenuto, ma anche l’importo medio dei mutui sta lievitando. In controtendenza il numero di richieste di mutui che invece tende a diminuire. L’unica fascia di età nella quale la richiesta di mutui continua ad essere sostenuta è quella degli under 35. Anzi proprio il dato attuale delle richieste dei mutui under 35 è il più alto degli ultimi 10 anni. Vediamo che succede. Il maggior numero di mutui si registra per la fascia di cifre comprese tra i 100.000 e i €150.000. Come detto c’è un calo generale delle richieste di mutui, ma proprio la fascia sotto i 35 anni invece è in crescita. Questo non sorprende perché è l’effetto del decreto sostegni bis.
Gli aiuti erogati dal governo in questo senso sono stati veramente importanti. Comunque sia, il numero più alto dei mutui si registra nella fascia tra i 35 e i 44 anni. Ma veniamo a ciò che più interessa gli italiani, cioè se conviene il mutuo a tasso fisso o il mutuo a tasso variabile. In questa situazione inflazionistica per quello che è possibile vedere oggi, i mutui a tasso fisso sono in aumento. L’aumento non è ancora considerato davvero importante e pericoloso, ma tuttavia esiste. Al contrario i finanziamenti a tasso variabile non stanno facendo registrare per ora degli incrementi. L’attenzione del governo nei confronti dei giovani ha spinto tante società che erogano mutui a creare tutta una serie di prodotti specifici per i giovani.
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Stanno fioccando infatti tutta una serie di mutui prima casa focalizzati sugli under 36.
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Le offerte quindi non mancano e le società che erogano mutui vogliono sfruttare questo trend fino in fondo ma occhio a comparare in modo davvero puntuale pregi e difetti di ogni singola proposta.
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