Dopo la strana calma registrata in borsa la scorsa settimana, da lunedì potremmo vedere scintille. Vediamo perché.
La scorsa settimana è emerso un dato veramente impressionante sull’inflazione americana: è ai massimi del 1982. Dunque a questo punto davvero in tanti si aspettano che la Federal Reserve tragga le sue conclusioni. Moltissimi analisti infatti pensano che con un inflazione così alta la Banca Centrale Americana dovrà necessariamente aumentare i tassi di interesse a breve o come minimo velocizzare il tapering. Ma oltre all’inflazione ai massimi e alla Fed in modalità falco ci sono anche le tensioni internazionali a premere sui mercati. Gli Stati Uniti d’America sono davvero giunti al punto di rottura sia con la Cina che con la Russia.
La presidenza Trump accusata di essere turbolenta dal punto di vista della politica internazionale, sembra tranquillissima se rapportata alle tensioni estreme che si stanno sviluppando oggi. Ma un altro dato inquietante sono le vendite in massa registrate a novembre da parte di personaggi illustri del mondo dell’alta finanza. I giornali americani hanno sottolineato come importanti personaggi come il Elon Musk, Mark Zuckerberg, i fondatori di Google e tanti altri abbiano letteralmente venduto in massa le azioni delle loro aziende come mai si era visto prima d’ora. Un movimento strano sia per i nomi coinvolti che per i volumi impressionanti. Molti sono rimasti perplessi di fronte a questo. Mettiamoci sullo sfondo anche lo scoppio della bolla immobiliare cinese e il quadro è completo.
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Insomma, alla Fed, l’amaro compito di far ritornare alla realtà dei mercati che ormai viaggiano in bolla. Infatti in questi mesi, tante criticità sono emerse sui mercati.
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Dalla crisi della supply chain all’inflazione, nulla ha mai turbato i mercati che hanno continuato a salire sempre di più pompati dai tassi a zero delle banche centrali.
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