Come sappiamo nel trading ci sono mille fattori che possono portare grandi guadagni, ma ahimè, anche grandi perdite.
Si parla sempre di indicatori, di medie mobili di notizie dell’ultimo minuto e di report aggiornatissimi. Per carità, tutte questioni estremamente importanti. Scegliere gli etf giusti o le azioni giuste e davvero determinante. Ma in un mare di analisi fondamentale e di analisi tecnica c’è un parametro che emerge sempre più fortemente come autentico spartiacque tra chi guadagna e chi invece perde in borsa. Questo parametro è di natura prettamente psicologica. Vediamo di che cosa si tratta. Innanzitutto per fare Trading è estremamente importante capire quali sono i propri obiettivi. È troppo generico rispondere a questa domanda con un vago “guadagnare”. Bisogna capire qual è la propria propensione al rischio. Quali sono le proprie necessità, ecc.
Ma come insegnavano i latini la cosa più importante è conoscere sé stessi. Di conseguenza dobbiamo capire quanto tendiamo a perdere la testa quando le cose cominciano ad andare storte. Anche il trading system più fantastico del mondo non serve a niente se poi nei momenti critici finiamo per non rispettarlo in preda alla paura. I mercati vivono anche di forti irrazionalità e lo sappiamo ma, senza i nervi saldi è meglio evitare di fare trading. Una volta che si sceglie una strategia la si deve rispettare. Non è un legame per la vita, ma per cambiare strategia in corso d’opera si devono essere ragioni serie e la tensione del momento non è una di queste. Nel 2022 secondo molti analisti la volatilità crescerà. Le banche centrali dovranno fare i conti con una forte inflazione. La crisi della supply chain continua a rendere tutto complesso e l’incognita del Covid è sempre in agguato.
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Dunque può essere che il prossimo anno sia un anno di volatilità.
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La volatilità in se stessa è un problema, ma diventa un autentico dramma per quei trader che non riescono a reggere la pressione degli eventi.
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