Il Governo continua la sua opera di lotta al contante, perché dove c’è contante ci può essere più facilmente evasione fiscale.
Chiaramente in questo senso diventa determinante il nuovo scenario messo a punto per i commercianti e gli esercenti. Infatti il Governo aveva previsto una sonora multa per qualsiasi negoziante si fosse rifiutato di accettare pagamenti con carta o bancomat. Di conseguenza qualsiasi negoziante, che accampando qualsiasi scusa, avesse preteso il pagamento in contanti si sarebbe ritrovato con una bella multa per questo rifiuto. Un modo come un altro per scoraggiare l’uso dei contanti. Ma adesso dal governo arriva un clamoroso dietrofront. Vediamo che cosa succede. Secondo le ultime novità in realtà la multa per gli esercenti che rifiutano i pagamenti tracciabili ci sarà, ma solo nel 2023. Questo sta creando non poca confusione perché molti sono ancora convinti che l’obbligo sia già in vigore e che di conseguenza un commerciante non possa assolutamente pretendere il pagamento in contanti. Tanta confusione e qualche polemica perchè i rapporti tra cliente e commerciante cambiano, ma tra 12 mesi.
Un dietrofront di questo genere crea confusione ma secondo alcuni va anche a premiare i furbetti che cercano di evitare di fare lo scontrino. Ma quello che c’è da capire oggi per i commercianti è che ancora per questo 2022 potranno pretendere il pagamento in contanti senza rischiare nulla. Di conseguenza se l’acquirente pretendesse di utilizzare per forza carta o bancomat si può ancora per questo 2022 sentir rispondere picche dal commerciante. Attenzione però, perché il governo conferma che dal 2023 cambia tutto ed il contante non potrà più essere preteso dai negozianti.
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Ma una scelta del genere va letta come un premio ai commercianti furbetti?
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Più probabilmente il Governo si è reso conto che per adeguarsi ci vuole più tempo.
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