Barriere architettoniche: il Bonus vola al 110% con cessione e sconto

I Bonus Casa sono stati i motori della ripresa economica italiana, ma troppe critiche li hanno accompagnati.

I bonus casa hanno rimesso in moto l’economia italiana ma sostanzialmente sono finiti nelle tasche dei ceti medio alti. Ma non basta. I bonus casa sono stati anche il brodo di coltura per ben 4 miliardi di frodi allo Stato. Dunque oggi questi bonus sono decisamente molto meno amati di qualche tempo fa. Eppure quest’anno arriva un bonus casa nuovo di zecca che ha raccolto consensi unanimi. Si tratta del bonus per la rimozione delle barriere architettoniche. Ben il 75% di sconto per tutti i lavori necessari per rimuovere le odiose barriere architettoniche. Con questo bonus sia le abitazioni private che le parti comuni degli edifici saranno resi più amichevoli anche per le persone diversamente abili. Dunque un bonus etico che è piaciuto a tutti. Questo bonus si può fruire come detrazione IRPEF con cessione del credito o sconto in fattura. Ma c’è una cosa molto importante da tenere a mente.

Doppia convenienza

Se questi lavori di rimozione delle barriere architettoniche, al posto di essere portati avanti in modo autonomo possono diventare lavori trainati del Superbonus 110%, ecco che anch’essi scatteranno al 110%. Un’opportunità da non sottovalutare. Se è vero che il bonus per la rimozione delle barriere architettoniche è valido e conveniente sicuramente far rientrare questi lavori nell’alveo del superbonus laddove possibile può rendere questa operazione ancora più con più conveniente. Attenzione però ai controlli. Lo Stato infatti ha deciso un forte giro di vite contro chiunque si approfitti di questi bonus e non è più consentito sbagliare o semplicemente non controllare i preventivi.

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Attenzione anche a non credere che il famoso controllo preventivo metta al riparo da ulteriori controlli. Non è assolutamente così.

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Attenzione dunque ai preventivi gonfiati, accettati senza controllo.