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Economia

Guerra Russia e Ucraina: come difendere i risparmi a rischio

Ci mancava solo la guerra a complicare questa difficile uscita dalla pandemia di covid. Questa è la sensazione forte che serpeggia tra la gente, ma anche tra gli addetti ai lavori.

L’uscita dal Covid sembra ormai vicina e gli italiani si apprestavano a tirare un sospiro di sollievo confortati dalle voci di una ripresa imminente. Ma ormai di ripresa non parla più nessuno e l’unico argomento è l’inflazione. Confesercenti teme che possa arrivare addirittura al 6% e che possa determinare un crollo dei consumi pari a 4 miliardi.

Nel frattempo le materie prime galoppano e il potere d’acquisto della moneta diminuisce di giorno in giorno. Uno scenario veramente fosco che fino a soltanto alcuni mesi fa nessuno avrebbe immaginato. La crisi in atto in Ucraina ha fatto il resto. Le materie prime stanno salendo ancora di più e gli italiani si chiedono come mettere al riparo i propri risparmi dall’inflazione sempre più rampante. La scelta preferita dagli italiani sono i buoni fruttiferi postali.

I Buoni fruttiferi, ma non solo

Si tratta di prodotti semplici da sottoscrivere e da capire, il danaro è protetto dallo Stato e sebbene gli interessi non siano altissimi, consentono comunque una certa difesa dall’inflazione. Decisamente meglio evitare strumenti complessi ad alta volatilità come Bitcoin e criptovalute. Fino a qualche mese fa i Bitcoin venivano consigliati come un possibile bene di rifugio in caso di inflazione, ma oggi davvero nessuno più ne parla in questi termini e la ragione è semplice: da mesi ormai stanno perdendo colore e proprio in occasione dell’attacco ucraino al posto di aumentare come ha fatto l’oro sono crollati ancor di più.

Strumenti utili ed altri pericolosi

Uno strumento valido possono essere i bond ancorati all’inflazione. I Bond ancorati all’inflazione sono emessi da vari stati e offrono un interesse proporzionale all’inflazione misurata in quello stato, dunque si tratta di uno strumento sicuramente da tenere d’occhio. Ma le associazioni a tutela dei consumatori mettono in guardia. Banche ed istituti finanziari di vario genere in questo periodo stanno proponendo investimenti di rifugio di tanti generi. Prima di sottoscrivere questo genere di strumenti però è necessario rifletterci bene.

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Alle promesse mirabolanti di interessi in grado di reggere l’urto dell’inflazione non necessariamente poi fanno seguito i fatti. E’ anche il caso di evitare strumenti che speculano sul rialzo delle materie prime. E’ vero che le materie prime stanno aumentando, ma è vero anche che sono estremamente volatili e questo genere di speculazioni molto complesse va lasciato a chi sia effettivamente competente.

Salvatore Dimaggio

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