Legge 104: schiva il fulmine dei comportamenti che fanno perdere il lavoro

La legge 104 ha da poco compiuto 30 anni ed è stata giustamente festeggiata come un presidio di civiltà. Ma occhio a cosa puoi fare.

Infatti questa legge garantisce tante agevolazioni e tutele alle persone diversamente abili. Sono tante in Italia le persone che hanno qualche disabilità e se questa disabilità rientra nei paletti fissati dalla legge, ecco che la legge 104 riconosce loro degli aiuti economici concreti, ma anche aiuti o agevolazioni di altra natura.

Ma chi si trova in condizioni di disabilità di norma ha bisogno di una rete di supporto familiare per svolgere tante attività anche banali che però risultano più gravose. Ecco perché per il familiare che assiste il disabile c’è la possibilità di prendersi i permessi da lavoro proprio in virtù della legge 104. I giorni di permesso per il lavoratore che assiste il disabile sono veramente preziosissimi. Senza queste finestre temporali che consentono di prestare aiuto al disabile, chi lo assiste non avrebbe il tempo materiale per svolgere tutta una serie di attività veramente cruciali.

Paletti da non trasgredire

È importante sottolineare come la legge non stabilisce che cosa si può fare nel giorno di permesso e che cosa non si può fare. Qualsiasi attività che sia a vantaggio del disabile giustifica sempre il permesso. Ma il problema è proprio questo: l’attività che si va a compiere durante il giorno di permesso dalla legge 104 deve essere effettivamente svolta nell’unico interesse della persona disabile. La Corte di Cassazione recentemente intervenuta proprio su casi di questo genere. Ed è importante fare chiarezza.

Attenzione a questi comportamenti

Chi durante il giorno di permesso per legge 104 non dovesse proprio recarsi a casa del disabile, ma dovesse impiegare quel tempo per una trafila burocratica necessaria ad assicurare alla persona disabile una visita specialistica non sta facendo niente di male anzi sta pienamente rispettando il dettato della legge 104. Quindi è importante capire che per essere in regola non c’è necessariamente bisogno di andare a casa del disabile, teoricamente si può anche non entrare in contatto con lui. Ma la cosa importante è che il tempo che viene sottratto al lavoro venga effettivamente speso nell’interesse del disabile.

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Tuttavia nel caso trattato dalla Cassazione la persona che aveva beneficiato del permesso dal lavoro per la legge 104 si era dedicata ad attività ricreative assolutamente non a vantaggio del disabile, ma a vantaggio proprio. Questo ha portato la Corte di Cassazione a dichiarare giustificato il comportamento del datore di lavoro che è arrivato addirittura a licenziare questa persona. Di conseguenza è assai importante ricordare quali sono i paletti entro cui muoversi durante questi giorni di permesso.