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Superbonus 110%, è fuga: rincari e novità Entrate scrivono la parola fine

Non c’è dubbio che il Superbonus 110% ed i bonus casa abbiano fatto circolare tanto danaro in Italia e siano stati un elemento di grande dinamismo per il comparto dell’edilizia.

Ma adesso davvero troppe cose sono cambiate sul Superbonus e gli esperti del settore dicono che probabilmente per i bonus casa davvero potrebbe essere arrivata la fine. Vediamo con ordine che cosa sta succedendo.

Innanzitutto i rincari delle materie prime sono arrivati a cifre veramente esorbitanti ed ormai il 20% in più di massimale sui costi garantito dall’ultimo prezzario MiTE sembra davvero ben poca cosa. Con la crisi in Ucraina poi i prezzi rischiano di andare a finire veramente a cifre ingestibili e tante ditte e tanti committenti cominciano a tirare i remi in barca. Ma c’è anche la questione dei 4,4 miliardi di euro di frodi scoperti attorno ai bonus casa. La stretta sulla cessione dei crediti che ne è seguita è stata davvero una batosta e tantissimi cantieri si sono fermati.

Le nuove cessioni multiple non piacciono

La gente attendeva chiarezza dal governo ma questa chiarezza è arrivata solo in parte. Se è vero che la nuova normativa sulla cessione dei crediti multipla riapre la possibilità di più cessioni attorno allo stesso credito, è vero anche che si tratta di una normativa veramente durissima. Il tetto è fissato a tre cessioni ma questo non sarebbe il vero problema di questa normativa. La vera questione spinosa è che dopo la prima cessione tutte le altre dovranno avvenire soltanto tra pochi istituti bancari selezionati e tutte le cessioni dovranno essere accompagnate da un codice identificativo.

Troppa durezza

Questo codice identificativo punta a rendere sempre immediatamente recuperabili le documentazioni che hanno giustificato la cessione del credito. Ma significa anche che il credito non potrà essere spezzettato e dovrà viaggiare sempre unitariamente. Questo rappresenta un ennesimo limite per il credito che diventa meno appetibile per le banche. Peraltro le banche sono già invischiate in numerosi controlli da parte del fisco ed altrettanti stanno per arrivare.

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Dunque questi crediti ormai finiscono per essere decisamente meno graditi. La durezza riservata i tecnici asseveratori è stata poi davvero tremenda. Infatti per il tecnico asseveratore che sbaglia ci sono sanzioni dai €50000 ai €100000 e addirittura la reclusione da 2 ai 5 anni. Queste misure sono previste per l’errore poiché per il dolo vengono addirittura incrementate. Insomma non c’è da stupirsi se tanti esperti del settore parlano di una riforma che in realtà darà ben poco slancio ai cantieri.

Salvatore Dimaggio

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