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Economia

Buoni fruttiferi postali, forse non conviene dare i tuoi risparmi alle Poste

I buoni fruttiferi rappresentano una occasione per gli investitori ma c’è da conoscere tutta la normativa per comprendere come e perché dare i propri soldi a Poste Italiane.

(flickr)

In pochi lo sanno ma negli anni c’è stata una battaglia passata dai Tribunali e che ha coinvolto tra Poste italiane e associazioni dei consumatori. Il motivo dello scontro è stato, in passato, il calcolo degli interessi. Senza troppo perdersi in calcoli si può riassumere la vicenda così: Poste utilizza uno strumento di calcolo al netto dell’imposta dopo ogni anno e non lo fa attraverso una soluzione unica.
Questo provoca degli effetti indesiderati a chi ha investito in Buoni Fruttiferi, in quanto finiscono per una cifra minore rispetto a quanto si aspettano in base a quanto avevano immaginato.

Poste Italiane lancia i Buoni fruttiferi postali 5×5

 

(Pixabay)

I buoni fruttiferi postali 5×5 sono la novità lanciata da Poste Italiane e che hanno la durata di 25 anni. L’idea di metterli sul mercato nasce dal fatto c’è stato bisogno di adeguarsi ai tassi di mercato, per cui Poste italiane ha creato una scadenza più lunga e senza dubbia più vantaggiosa. E infatti il guadagno è dell’1.50 per cento ogni anno. A differenza invece dei buoni 4×4 che garantiscono un massimo dello 0.75 per cento ogni anno, quindi più basso rispetto al nuovo strumento ideato da Poste Italiane e che rappresenta una proposta allettante per i consumatori italiani.

Buoni fruttiferi postali 5×5, ecco i dettagli e i lati più “oscuri”

(Pixabay)

Importante capire come avvengono e come sono liquidati i soldi post investimento. Purtroppo, non avvengono al netto,  ma al lordo. Solamente alla scadenza, come previsto dalla legge del 1973 che regolamenta la materia in campo, viene applicata l’imposta e si applica la cifra netta. Dall’altra parte, c’è da sottolineare che i buoni fruttiferi 5×5 danno un rendimento annuo lordo, dopo 5 anni, dello 0,10%, dopo 10 anni il rendimento passa a 0,20%. Andando avanti con i calcoli, si potrà verificare che dopo 15 anni ci sarà un guadagno un 0,40%, dopo 20 anni sarà dello 0,75%.  Dopo 25 anni,  invece, come anticipato, il rendimento sarà dell’1,50%.

Dal sito di Poste Italiane è consentito controllare e simulare un rendimento ipotetico del proprio buono fruttifero investito. Basterà cliccare  sull’opzione “Simula il valore del buono”, inserire l’importo (ad esempio 10 mila euro) e una durata che si vuole sviluppare. Ma, appunto, tenendo conto che i soldi vengono liquidati al lordo.
Edoardo Corasaniti

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