Pensioni, come riuscire ad andarci, nonostante tutto

Non sempre si riesce a concludere i rapporti lavorativi nei tempi previsti. Ecco come riuscire ad andare in pensione

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La questione del raggiungimento della tanta agognata pensione tiene banco da moltissimi anni nel nostro Paese. La difficile situazione economica che ci trasciniamo da anni e i molteplici problemi previdenziali che attanagliano il nostro Paese ha reso sempre più difficile concludere i rapporti lavorativi nei tempi previsti.

Tuttavia, l’attuale riforma delle pensioni prevede la possibilità di ottenere la pensione anticipata. Questo avviene, infatti, se si soddisfano dei precisi requisiti anagrafici e contributivi che possono essere raggiunti in particolari modalità. Ecco, quindi, come riuscire ad andare in pensione anticipata.

Come andare in pensione anticipata in Italia

Attualmente, è possibile andare in pensione prima dei 67 anni. Tuttavia, è necessario soddisfare dei particolari requisiti previsti dalla riforma delle pensioni. Per andare in pensione anticipata, infatti, è necessario essere lavoratori dipendenti del settore privato, ma non solo.

Non tutti i lavoratori del settore privato, infatti, possono andare in pensione già a 67 anni. Secondo la legge di bilancio, infatti, sono stati prorogati i contratti di espansione fino ad un periodo massimo di 60 mesi. Ciò permetterebbe l’uscita dal mondo del lavoro a partire dal 62 anni di età.

Dal 2022, il contratto di espansione è stato esteso ad una platea di beneficiari più ampia rispetto al passato. Da quest’anno, infatti, potranno accedervi anche quelle aziende che prevedono almeno 50 dipendenti. Questo, infatti, permetterà un maggior ricambio generazionale della forza lavoro di queste attività.

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Nello specifico, il contratto di espansione viene stipulato tra il Ministero del lavoro, le organizzazioni sindacali e, ovviamente le aziende. Per essere valido, il contratto deve contenere al suo interno 4 condizioni necessarie, tra cui:

  • Indicazione della durata a tempo indeterminato dei contratti lavorativi, incluso il contratto di apprendistato professionalizzante;
  • Programmazione temporale delle assunzioni;
  • Numero di lavoratori da assumere e indicazione dei profili professionali compatibili con i piani di reindustrializzazione o riorganizzazione;
  • Professionalità in organico, riduzione media dell’orario lavorativo, numero dei lavoratori interessati e, infine, numero dei lavoratori che potranno accedere allo scivolo pensionistico.

Come riportato dalla circolare Inps, l’indennità verrà versata fino al perfezionamento della prima decorrenza utile alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata. Questo perché a tutti i lavoratori che usufruiscono del contratto di espansione verrà riconosciuto un trattamento economico calcolato in base all’assegno pensionistico futuro a carico dell’azienda.