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Salute

Ipertensione, forse è il momento di avere un contributo economico dall’INPS

Cosa c’è da sapere per i lavoratori che soffrono di pressione alta. Lo Stato garantisce alcuni vantaggi. Ma bisogna conoscere i limiti e le opportunità. 

(Pixabay)

La pressione alta è una delle patologie più diffuse tra le persone adulte che, raggiunta una certa età, iniziano a manifestare questa sintomatologia. Di fatto si tratta della pressione del sangue nelle arterie che sale, provocando un aumento di lavoro per il cuore.  La questione che adesso vogliamo affrontare riguarda un aspetto fondamentale di chi ne soffre: il rapporto con il suo rapporto di lavoro, cosa può accadere e quali sono le conseguenze e se ci sono dei benefici a cui si può attingere. Ecco che è bene fare un viaggio tra i diritti di chi soffre di pressione alta e allo stesso tempo è un lavoratore.

Pressione alta: invalidità riconosciute

(Ansa, Milano, Paolo Salmoirago)

Per quanto riguarda le opportunità  per ottenere una percentuale d’invalidità al lavoro, e quindi una riduzione della possibilità lavorativa, è necessario studiare e guardare con attenzione le linee guida dell’Inps. Su tutte, le linee guida sul riconoscimento dell’invalidità, che prevedono delle percentuali di riduzione della capacità lavorativa per i malati di ipertensione e, come si vedrà, sono crescenti a seconda della gravità della malattia: ipertensione arteriosa non complicata: 10%; ipertensione arteriosa non complicata non controllata dalla terapia medica: dall’11% al 20%; ipertensione arteriosa con iniziale impegno cardiaco: dal 21 al 30%; cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado medio: dal 31 al 50%; cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado medio-severo: dal 51% al 70%; cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: dal 71% all’80%; cardiopatia ipertensiva scompensata: dall’81 al 100%.

Pressione alta: legge 104 e assenze per malattia

(Ansa, Caracas, Rayner Pena)

Per chi soffre di una patologia conseguente alla pressione alta è possibile il riconoscimento di un handicap, quindi dei benefici della legge 104? La risposta è affermativa, ma soltanto se l’interessato presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che comporta difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. Il lavoratore che soffre di pressione alta, o di patologie dell’apparato cardiocircolatorio e, per questo, deve sottoporsi a delle cure, può assentarsi per malattia, non solo nel caso in cui  non sia in grado di lavorare a causa delle condizioni fisiche, o in cui debba subire un intervento chirurgico, ma anche nell’ipotesi in cui debba effettuare un trattamento non chirurgico in regime di day hospital.

Edoardo Corasaniti

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