Malintesi e fraintendimenti hanno investito una recente circolare della Polizia Stradale in riferimento ai comportamenti da assumere durante i posti di blocco.
L’ultima circolare diffusa dalla Polizia Stradale in questi ultimi giorni ha avuto un eco mediatico non irrilevante. Se la vicenda non riguardasse la pubblica sicurezza potrebbe essere anche piuttosto divertente, ma in realtà si tratta di un susseguirsi di malintesi e fraintendimenti.
La polizia Stradale della regione Lombardia, infatti, ha diffuso una circolare (che ha raggiunto una particolare notorietà) in cui sembrerebbe scoraggiare gli agenti da possibili inseguimenti stradali. Secondo la circolare, infatti, gli operatori della polizia stradale dovrebbero evitare inseguimenti nei confronti di coloro che non intendono fermarsi all’alt ai posti di blocco. Ma ci sono stati alcuni fraintendimenti.
Potrebbe essere una delle circolari più note degli ultimi anni quella diffusa dalla Polizia stradale negli scorsi giorni. Un provvedimento che ha portato numerosi fraintendimenti, tra cui l’errata attribuzione della circolare al Ministero dell’Interno, insinuando ad un tentativo del governo di ostacolare il lavoro degli agenti di Polizia Stradale.
In realtà, la circolare è a firma del dirigente regionale, Maria Dolores Rucci e, effettivamente, al suo interno si invita gli agenti ad operare “con il massimo livello di prudenza e di accortezza”. Particolare attenzione, dovrà essere dedicata alle auto che non rispettano l’alt delle forze dell’ordine e fuggono via.
L’indicazione data agli agenti è quella di limitarsi ad annotare la targa, il modello e il tipo d’auto in fuga e, infine, a segnalare ai colleghi via radio, la necessità di rintracciare le auto in fuga.
Tuttavia, non vi è alcuna intimazione ad evitare gli inseguimenti a prescindere, ma a calibrare la reazione degli agenti “ponderata alla salvaguardia di tutte le persone che circolano su strada”.
Ovviamente, la controversa circolare ha attirato polemiche e incomprensioni. Il segretario del sindacato indipendente di polizia, il COISP, ha commentato la circolare come “singolare e non in linea con i compiti della Polizia di Stato”.
Tuttavia, Daniele Bena, del Silp-Cgil, cerca di smorzare i toni e fornire una nuova lettura sulla circolare che ha fatto tanto discutere. Secondo Bena, infatti, la circolare “richiama una normativa che già esiste, di buon senso, in quanto tutela gli operatori, in quanto chiede di calibrare l’intervento”.
Probabilmente, dunque, si tratta di ciò che era l’intento del provvedimento ma che, in realtà, ha attirato incomprensione e critiche che ne hanno dimostrato la difficile interpretazione.
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