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Benzina (quasi) gratis per sfuggire al ricatto di Putin. Una decisione potrebbe cambiare tutto

Quali sono le possibilità di diventare indipendenti rispetti alla grande potenza russa che domina sul campo energetico? Le alternative ci sono.

(Pixabay)

Quello che stiamo attraversando è senza alcun dubbio uno dei momenti più straordinari e difficili per l’economia mondiale. La dimostrazione cammina sul binario della speculazione e si traduce con il fatto che, nonostante la quantità del petrolio e il gas sia sempre uguale, il prezzo sale sempre di più a causa di una fase dettata da instabilità sociale e politica. Uno dei termometri più efficaci si legge nei distributori di benzina, ormai assediati da prezzi shock e paura di restare senza carburante. Un paradosso che spaventa gli italiani che ogni giorno sono costretti a ricaricare l’auto per andare a lavorare o mantenere una vita normale e che, dunque, pagano con il proprio portafoglio la diminuzione delle materie prime e della guerra tra Russia e Ucraina, come accade anche per altri beni primari come il pane. Eppure, sostengono gli esperti, esisterebbe un modo per far abbassare il prezzo e condurre l’Italia ad una indipendenza energetica sul piano del carburante.

Italia indipendente dal gas russo: si può fare?

(Pixabay)

Come spiegato dagli esperti del settore, sarebbe necessario un piano di approvvigionamento che non contenga la Russia e che dunque prenda in considerazione il Medio Oriente e l’Africa. Ma questo non può avvenire senza un reale progetto di investimenti che, come tutte le cose grandi, costa tempo e fatica. Almeno dieci. Questo accade perché al momento il nostro Paese è autonomo per il solo 5 per cento del fabbisogno totale. Dunque, il 95 per cento è importato dall’estero. Ecco che più che mai, ora, serve sfruttare i pozzi e le risorse a disposizione. Così facendo, l’Italia potrebbe arrivare ad usare il 52 per cento circa del fabbisogno coperto.

Gas ed energia: ad ottobre torna il grande freddo

(Pixabay)

Per il prossimo autunno non è escluso che ci possano essere dei problemi per ciò che riguarda l’importazione del gas. Il problema sarebbe legato alle dinamiche belliche che riguardano la Russia e l’Ucraina e le sanzioni che i paesi dell’Occidente hanno emesso nei confronti del governo di Mosca. La salvezza, dunque, non rimane che premere sull’acceleratore del Medio Oriente e Africa, definiti come i nuovi “eldorado petrolifero”.

Edoardo Corasaniti

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