Benzina, dopo i rincari arrivano anche le multe

La guerra porta delle conseguenze inevitabili sul piano economico e commerciale. Tra di questo c’è sicuramente il costo della benzina e del diesel. Ma qualcuno già da tempo aveva fiutato l’affare “carburante”.

(ANSA, Torino, ALESSANDRO DI MARCO)

La guerra tra Russia e Ucraina ha cambiato la vita di tantissimi uomini e donne che vivono le bombe e la paura di un attacco. Quello che accade ad est però ha conseguenze anche al di fuori dei radar degli aerei. Un esempio su tutti è reso dal prezzo del petrolio che a febbraio ha sfiorato i 140 euro al barile.   Nelle ultime sedute, il petrolio Brent ha toccato quote attorno ai 115 dollari. Secondo alcuni esperti del settore potrebbe arrivare a 150 euro al barile. I rincari si sono fatti sentire per tutti quanto, soprattutto per i lavoratori della distribuzione e logistica. Ma c’è anche chi adesso deve far fare i conti con alcune sanzioni che, inoltre, partirebbero da molto indietro nel tempo, segno che i carburanti sono un tema spesso che fa gola agli interessi di tanti.

Cosa è accaduto con i “cartelli” in provincia di Sondrio

(ANSA, Torino, JESSICA PASQUALON)

Sono accusati di aver fatto comunella, realizzato un cartello e organizzato un sistema per vendere allo stesso prezzo la benzina e il diesel. E’ la storia che vede protagonisti 11 gestori di pompe di benzina di Livigno. L’indagine è scaturita dalla Guardia di Finanza che pochi mesi ha a comunicato all’Antitrust quando aveva notato. E non da poco: secondo gli inquirenti il cartello sarebbe già iniziato nel 2012. Dal 2014 poi ci mette gli occhi l’Antitrust che è andato a spulciare i dati sul prezzo della benzina degli operatori commerciali della benzina a Livigno: sempre lo stesso costo al pubblico. La notizia non ha sconvolto nemmeno il presidente della Federazione italiana gestori impianti di carburante di Sondrio, che ha commentato la vicenda spiegando che la circostanza era nota.

Cosa succede adesso con la truffa della benzina

(Ansa, Torino, ALESSANDRO_DI_MARCO)

L’Antitrust, ente adibito proprio a garanzia della libera concorrenza, andrà a fondo per verificare quale siano state le cause e se si è verificato un reale cartello tra le pompe di benzina coinvolte nell’istruttoria. Se dovesse dare riscontro positivo, allora potrebbero essere sanzionate.