Reddito di Cittadinanza, a marzo ritardi e revoche. Cosa sta accadendo davvero

C’è qualcosa che non va nel Reddito di cittadinanza: cosa c’è da sapere per capire e perché la misura ha iniziato a scendere per alcune categorie di cittadini italiani.

(Ansa, Napoli, Cesare Abbate)

Mese dopo mese l’Inps comunica i dati sui numeri dei beneficiari del Reddito di cittadinanza, la misura ideata dal governo per combattere la povertà e inserire nel mondo lavorativo. A febbraio le famiglie che ne hanno tratto beneficio sono 1,1 milioni, per una media di 583 euro. A riceverlo, in tutto, e quindi averne diritto in quella fascia temporale, sono oltre 2milioni di persone italiane: circa 231 mila sono extracomunitaria con un regolare permesso di soggiorno e che dunque hanno regolare accesso al bonus. Quasi 87mila inoltre sono invece cittadini comunitari che godono del Reddito di cittadinanza. I numeri sono divulgati dall’Istituto nazionale previdenza sociale, che mette in luce una riduzione della platea dei beneficiari. Ecco cosa sta accadendo.

A marzo giù il Reddito di Cittadinanza: cosa sta accadendo

(Ansa, Giò Barbera)

A molti italiani però la ricarica di marzo scorso non è arrivata. Si tratta in particolare di ritardi e revoche dovuti al fatto che nel bonus vanno ad inficiare ricalcoli. In particolare, ad essere danneggiati sono i inabili al lavoro e i sordomuti. Lo stesso per i ciechi civili assoluti. Quest’ultimi hanno ottenuto una maggioranza che è stata certificata ed è entrata a fare parte del calcolo del reddito familiare. Che ha indotto ad una riduzione. In alcuni casi, addirittura, si è arrivato all’azzeramento completo del reddito: una revoca. E provoca dunque l’eliminazione della quota B, dato che il bonus di cittadinanza si divide in due categorie: la quota A e la B.

Reddito di cittadinanza, non è la prima volta che c’è una diminuzione: il precedente

(Ansa, Napoli, Cesare Abbate)

Sono circa 11mila i nuclei familiari che per gennaio e febbraio 2022 non hanno dovuto del Reddito di cittadinanza. La diminuzione della platea rispetto ai mesi precedenti si riferisce l’aggiornamento della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), indispensabile per poter proseguire con l’erogazione del beneficio, che può essere stata presentata in ritardo o aver provocato la decadenza del beneficio, come ricorda quifinanza.it. Ecco perché, ogni inizio anno, la misura del beneficio varia in termini numerici.