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Consumi

Draghi ha deciso: rinunciate a termosifoni e condizionatori

La scelta del governo sembra essere decisa e non ci sono molto possibilità per ritornare indietro: ecco cosa prevede la nuova disciplina sui consumi.

Ansa, Roma

Tutto in linea con quanto già rilanciato nei giorni scorsi e annunciato su tutti i media. Il governo ha messo nero su bianco le norme per una limitazione all’utilizzo di termosifoni e condizionatori nelle strutture della pubblica amministrazione. Dall’inizio del mese di maggio, infatti, e fino a fine marzo prossimo (2023) si abbasserà la media della temperatura nei palazzi della pubblica amministrazione, la quale non potrà superare i 19 gradi centigradi. C’è una tolleranza, pari a 2 gradi in più. Limiti anche al contrario: 27 gradi, sempre con due gradi di tolleranza.  Tutto questo è inserito nel decreto-legge denominato “Bollette” che è stato approvato dalla Camera (o meglio dalle commissioni ambiente e attività produttive). Questo vale per tutti gli edifici pubblici? Chiaramente no. Dalle limitazioni sono escluse le scuole, gli ospedali e le case di cura.

Crisi energetica, la ricetta di Mario Draghi

(Pixabay)


Nei giorni scorsi il premier Mario Draghi ha posto la domanda se fosse preferibile la pace o il condizionatore acceso. La questione, al di là dell’ilarità prodotta sui social, ha voluto porre l’accento sulla stretta connessione che esiste tra il gas russo e l’autonomia italiana.  E se fino ad ottobre pare che l’Italia sia coperta, i rischi e i pericoli dovrebbero e potrebbero giungere dall’autunno in poi, quando iniziano ad abbassarsi le temperature. Ecco che così si spiega la ragione per cui l’esecutivo guidato da Draghi ha preso la decisione di ridurre il consumo negli uffici pubblici. Fino ad oggi la temperatura doveva essere la seguente: 20 gradi e 26 gradi.

Condizionatori e termosifoni, ecco i consumi in numeri

(Pixabay)

E’ proprio su termosifoni e sui riscaldamenti della case che gli italiani sembrano spendere di più. L’Istat ha reso noto i numeri: il 70 per cento viene consumato proprio nelle abitazioni. D’inverno, il 50,3% utilizza il gas e il 18,3% l’energia elettrica. Di conseguenza anche il costo delle bollette della luce: nel 2019 è stata pari a 47,31 euro/mese.

Edoardo Corasaniti

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