Scandalo pizza surgelata: 12enne in stato vegetativo “non ci risponde”

Si allarga l’allarme per la pizza surgelata connessa ad un brutto caso di intossicazione alimentare.

Quando acquistiamo una pizza surgelata dal supermercato mai ci potremmo attendere che sia portatrice di pericolosi agenti patogeni eppure è proprio quello che è successo.

Ben 50 giovani sono stati contaminati mangiando la pizza surgelata di un notissimo marchio italiano. Vediamo che succede ed a cosa stare attenti.

Una marca notissima

E’ una notissima marca italiana ad aver prodotto la pizza surgelata al centro di questo caso di intossicazione. La marca in questione è Buitoni, parte del più grande gruppo Nestlé.

Ora un nuovo tassello si aggiunge a questo allarme ed è la testimonianza di due poveri genitori che solo per aver scelto di consumare una pizza surgelata ora vivono un incubo. Sono i genitori della 12enne Léna, ricoverata nell’ospedale di Nancy. Le sue condizioni sono gravissime ed i genitori raccontano in un’intervista come la giovane non risponda ad alcuno stimolo. Ma cosa sta succedendo e perchè? La pizza surgelata Buitoni è un prodotto noto ed apprezzato soprattutto in Francia.

Cosa succede

Infatti i 50 casi di intossicazione legati all’impasto della pizza si sono verificati tutti in Francia. L’azienda appena ha scoperto i problema ha subito provveduto a massicci ritiri del prodotto, ma intanto i contagiati erano già decine. La linea di pizza surgelata connessa con questa brutta intossicazione è molto popolare in Francia ma ora si cerca di capire che cosa sia potuto andare storto. Il prodotto in questione è contraddistinto da un impasto crudo che poi viene cotto e non semplicemente scaldato nel forno di casa. Questo rende la pizza più genuina e più buona, ma se l’impasto non è stato controllato in modo ottimale o se la cottura e più breve del dovuto ecco che possono presentarsi rischi.

Come comportarsi

Questa è solo un’ipotesi del perchè di questo scandalo e le autorità stanno ancora indagando. Ad ogni modo la pizza in questione benchè prodotta dall’italiana Buitoni non viene venduta in Italia e dunque non ci sono motivi per ritenere che questa contaminazione possa riguardare anche il nostro Paese. Tuttavia in tema di ritiri alimentari la prudenza non è mai troppa e gli esperti ricordano sempre di controllare scadenze ed integrità dei confezionamenti. I ritiri operati da Buitoni dovrebbero impedire il sorgere di nuovi casi, ma resta l’apprensione per chi è già stato intossicato da questo prodotto.