Non tutti sanno che l’Assegno Unico può essere incassato anche nel caso in cui ci siano figli maggiorenni che vivono a casa. Bisogna però conoscere i criteri che ti consentono di accedere al bonus.
L’assegno unico è di nuovo oggetto di una comunicazione da parte dell’Istituto nazionale della Previdenza sociale. In particolare, questa volta, è il tema del figlio maggiorenne che sembra interessare i cittadini italiani. E’ bene sapere che con Assegno Unico si intende la somma che lo Stato mette a disposizione per i figli a carico e che solitamente si riferisce a prole minorenne, quindi teoricamente incapace a mantenersi a livello economico in autonomia. In sostanza, che fanno parte del nucleo familiare e gravano sull’Isee. Ma non è sempre così, visto che c’è la possibilità di estendere il contributo anche in altri casi che sono dettagliati e inseriti nella impostazione della legge che ne disciplina l’erogazione.
Al di là del figlio a carico minorenne, lo Stato italiano garantisce un contributo anche alle famiglie che sostengono un figlio fino a 21 anni di età. Ma secondo alcuni criteri: il ragazzo segua dei corsi di formazione oppure di laurea, svolga un tirocinio o un lavoro che non gli permette di arrivare a guadagnare 8mila euro, sia regolarmente disoccupato e iscritto presso i servizi di pubblico impiego, faccia il servizio civile universale, oppure sia portatore di handicap. In quest’ultimo caso non sono previsti limiti di età.
Come per qualsiasi bonus o beneficio, è necessario depositare la domanda all’ente preposto, in questo caso l’Inps. Per ciò che interessa l’assegno unico per il figlio maggiorenne (fino a 21 anni), bisogna che la domanda venga presentata dal genitore o dallo stesso ragazzo. La differenza però non è di poco conto. Nel primo caso, infatti, la somma dell’assegno unico verrà versata al genitore che presenta la domanda. Se invece la domanda è depositata dal figlio non ancora 21enne, allora la cifra dell’assegno sarà lui ad incassarla. Dunque, è meglio conoscere bene la normativa per non incappare in equivoci o errori che farebbero ritardare la pratica.
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