Per i consumatori italiani ormai riuscire ad andare avanti è davvero troppo difficile.
Le bollette raddoppiate in dodici mesi e diesel e benzina che minacciano di aumentare di nuovo con la fine del taglio delle accise stanno colpendo duro.
Ma adesso è il supermercato a fare paura e i prezzi sono un autentico massacro.
Non stupisce quindi che tanti italiani stiano chiedendo il reddito di base europeo sull’apposito sito dell’unione europea. E’ la speranza di avere un minimo per non morire di fame.
Ma intanto la situazione nei supermercati è davvero drammatica. Gli italiani ormai stanno passando dal supermercato al discount per risparmiare ma i prezzi sono in continuo aumento. E anche se si attribuisce sempre la colpa alla guerra, le cosa non stanno proprio così. Ad aumentare sono i salumi ed i formaggi, ma anche i vari tipi di olio ed il pane. Ma la lista è lunga e gli incrementi sono forti. Eppure le associazioni a tutela dei consumatori non ci vedono chiaro. Infatti in molti casi questi alimenti vengono prodotti con materie prime “vecchie” cioè precedenti ai rincari e dunque il forte sospetto è che oltre alla guerra questi prezzi siano colpa soprattutto della speculazione.
Alcuni cibi sono letteralmente spariti come l’olio di girasole ed altri hanno purtroppo scorte molto limitate. La guerra e la chiusura dei rapporti commerciali con la Russia giocano un ruolo certamente importante. Ma oggi quello che i consumatori stanno pagando maggiormente è forse proprio la speculazione che agisce a vari livelli. La speculazione gonfia il costo delle materie prime ma a volte sono proprio le aziende alimentari a gonfiare i prezzi sapendo che potranno sempre giustificarsi col pretesto di inflazione e guerra.
L’inflazione purtroppo esiste ma uno dei classici rischi legati all’inflazione è proprio che a vari livelli si approfitti per gonfiare i prezzi. Può riguardare le materie prime o i prodotti finiti. Sicuramente questo fenomeno è già in atto ed a pagarne le conseguenze sono i consumatori. Il modo per difendersi è quello di non essere legati ad una marca o ad un supermercato. Bisogna confrontare prezzi diversi per spuntare l’offerta migliore perchè non tutte le aziende adottano queste pratiche. E’ bene essere consapevoli che inflazione spesso fa rima con speculazione.
Dal 1° gennaio 2026 il costo dei ritardi previdenziali si riduce. Scende all’1,6% il tasso…
La soglia ISEE per accedere ai bonus sociali su luce, gas, acqua e rifiuti cambia,…
Il Bonus Mobili 2026 torna al centro dell’interesse di molti contribuenti che stanno ristrutturando non…
Tre figli, oltre vent’anni di contributi e un’età già matura: la pensione anticipata sembra a…
Nel 2026 milioni di contribuenti riceveranno una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate prima ancora di un…
Nel 2026 la pensione di reversibilità cambia volto senza cambiare natura. Gli importi crescono grazie…