Non vanno bene le stime di crescite effettuate dalla Commissione europea: per l’Italia si prospettano numeri negativi e conseguenze nelle tasche delle famiglie.
Stando a quanto riportano i numeri della Commissione Europea, l’economia del nostro Paese crescerà del 2,4 per cento.
Stimati i numeri anche del prossimo anno: 1,9 per cento. A febbraio scorso erano stati diversi i numeri: più 4,1 per cento e 2,3 per cento. Si traduce così in un ragionamento: secondo me Bruxelles l’Italia rischia di frenare in maniera netta. La ragione è dovuta alla guerra tra Russia e Ucraina, la quale sta interessando la catena di produzione e mette a rischio l’approvvigionamento dell’energia nel Vecchio Continente. Perciò si possono spiegare l’aumento delle bollette e dell’aumento di petrolio e gas. Di conseguenza, dunque, tutti i prezzi dei beni necessari sono aumentati, diventando numeri mai visti finora e anche a doppia cifra.
Il Def del mese di aprile ha portato con sé delle previsioni effettuate dal premier Mario Draghi, che aveva considerato un segno più pari al 3,1 per cento per l’economia italiana. Non è andata così, come lontane sono le previsioni effettuate a settembre scorso che addirittura facevano volare l’Italia al 4.7 in più. Quelli sono stati considerati dei mesi in cui c’era molta fiducia e considerazione dl Pil del nostro Paese, che in alcuni momenti è persino cresciuto del 6,6 nel 2021. Dunque, con percentuali molto superiori rispetto a quanto previsto e immaginato precedentemente: 4.5 per cento.
Nei giorni scorsi il premier Mario Draghi ha posto la domanda se fosse preferibile la pace o il condizionatore acceso. La questione, al di là dell’ilarità prodotta sui social, ha voluto porre l’accento sulla stretta connessione che esiste tra il gas russo e l’autonomia italiana. E se fino ad ottobre pare che l’Italia sia coperta, i rischi e i pericoli dovrebbero e potrebbero giungere dall’autunno in poi, quando iniziano ad abbassarsi le temperature. Ecco che così si spiega la ragione per cui l’esecutivo guidato da Draghi ha preso la decisione di ridurre il consumo negli uffici pubblici. Fino ad oggi la temperatura doveva essere la seguente: 20 gradi e 26 gradi.
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