Guerra in Ucraina: gli italiani la pagano anche con ansia e depressione

La guerra in Ucraina è una gravissima tragedia umanitaria.

Eppure la guerra in Ucraina è anche un fatto assolutamente globale che coinvolge tutto il pianeta e nessun paese può dirsi realmente fuori dalle conseguenze di questo conflitto.

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Gli italiani stanno pagando un prezzo elevatissimo a causa della guerra. Infatti la guerra fa impennare il costo delle materie prime e in Europa l’inflazione è altissima.

Inflazione, ma anche ansia e depressione

La benzina, la luce e il gas diventano più cari ma anche il cibo aumenta a vista d’occhio.

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La guerra in Ucraina in sostanza rinforza e potenzia il già grave fenomeno dell’inflazione. E se dovessero essere chiusi i rubinetti del gas russo il costo per gli italiani sarebbe davvero esorbitante. Eppure il costo della guerra in Ucraina non è soltanto economico, ma anche psicologico. Le ansie causate dalla pandemia di covid si vanno a sommare alle nuove ansie di incertezze create dalla guerra. Gli esperti registrano come ansia e depressione siano in aumento tra gli italiani e le paure legate alla guerra siano tra i motivi più forti di questo aumento dell’incertezza generale.

Italiani sempre più fragili

La guerra in Ucraina fa paura in molti modi. Fa sentire più fragili e più esposti dal punto di vista economico perché tante aziende potrebbero chiudere. Fa sentire più poveri a causa dell’aumento del costo della vita. Ma la guerra in Ucraina scatena anche ansie più profonde perché c’è il timore dell’escalation del conflitto e che si arrivi ad una guerra nucleare o batteriologica che possa coinvolgere anche l’Italia. Tutte queste incertezze pesano sulla psiche degli italiani che si riscoprono sempre più fragili e più in ansia. Le statistiche parlano chiaro e raccontano un paese che si sente sempre più incerto. Ma le ansie più forti riguardano sicuramente il lato economico. Infatti l’Italia è gravemente divisa tra ricchi e poveri e la sperequazione sociale non è mai stata così forte.

Il paese non ha misure di contrasto della povertà

I ceti più deboli che ormai rappresentano una fetta enorme della popolazione temono di non avere più il minimo indispensabile per andare avanti e sono perfettamente consapevoli di vivere in un paese che non offre nessuno strumento di contrasto alla povertà come invece accade ad esempio nei paesi scandinavi o in altri paesi europei. Dunque gli italiani si sentono estremamente fragili perché sanno di non avere meccanismi di protezione dal punto di vista economico. Dunque questa terribile guerra sta facendo emergere il mai sopito timore te lo scoppio della terza guerra mondiale, ma anche le debolezze ataviche di un paese che non ha mai avuto un vero stato sociale degno di questo nome. Si impennano quindi l’ansia e la depressione anche tra quei cittadini che sino ad oggi non avevano mai sperimentato questo genere di sofferenze della psiche.