La crisi colpisce duramente le famiglie e le imprese ed andare avanti diventa spesso difficile.
Le famiglie hanno paura di non farcela ed anche sul fronte industriale le cose non vanno meglio.
Le famiglie italiane intimorite dalla crisi, dal lavoro povero e dal costo della vita sempre più alto stanno spendendo sempre di meno, ma questo strozza i consumi ed alimenta la crisi.
Il Governo ha bisogno di far ripartire l’economia e che le famiglie ricomincino a spendere e così mette nelle loro tasche un aiuto da 5000 euro.
Ma questo aiuto è importante anche per l’industria perchè se le famiglie non spendono il commercio si ferma. Alcuni settori industriali, poi, sono stati colpiti in modo particolarmente duro dalla crisi e dunque patiscono più degli altri questa situazione. Di conseguenza il Governo focalizza gli aiuti alla spesa proprio verso quei settori più colpiti. In sostanza il Governo mette i soldi nelle tasche degli italiani a patto che li spendano in quello che è il settore industriale più colpito di tutti e che lo facciano ripartire.
Questo aiuto del Governo vale fino al massimo di 5000 euro da spendere nell’acquisto di un’auto perchè è proprio il settore automobilistico ad essere più in difficoltà. L’aiuto si può già richiedere perchè la piattaforma è stata aperta il 25 maggio. Dunque il bonus auto è già partito ma occhio alle cifre perchè possono essere molto diverse. I 5000 euro spettano solo a chi compri un’auto elettrica e contestualmente rottami una vecchia auto più inquinante. Invece il bonus diminuisce se l’auto che si acquista è un’auto tradizionale oppure se non si rottama la vecchia auto. Ma c’è un particolare che sta suscitando polemiche.
Come detto il nuovo bonus auto è molto meno ricco di quello vecchio perchè vale massimo 5000 euro. Ma è comunque un bell’aiuto per le famiglie e per il settore, ma il governo ha messo un limite. Dalla richiesta del bonus sulla piattaforma all’effettiva consegna dell’auto devono passare massimo 180 giorni altrimenti il bonus rischia di perdersi. Ma questo è un problema perchè a causa della crisi dei chip, produrre le auto è diventato complesso e difficile e c’è il rischio che le aziende non riescano a stare dentro a questo termine. Si spera in una proroga da parte dell’esecutivo.
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