L’inflazione e la guerra in Ucraina hanno gettato le basi per una carestia globale e l’Italia rischia molto.
Con la fine della pandemia di covid sembrava che il mondo potesse velocemente recuperare i livelli produttivi perduti e che tutto potesse tornare alla normalità.
Invece nulla è stato più come prima. Infatti la forte iniezione di liquidità voluta dalle banche centrali per far riprendere rapidamente l’economia ha gettato le basi per una fortissima inflazione che oggi arriva a minacciare gravemente le famiglie e le imprese in tutto il mondo.
La gravissima inflazione unita alla guerra di Putin ha fatto salire in modo impressionante i costi della coltivazione dell’allevamento in tutto il mondo e di conseguenza si rischia una vera e propria carestia globale.
Già oggi il prezzo del cibo in Italia è aumentato e tanti italiani preferiscono fare la spesa al discount al posto che al tradizionale supermercato. Ma invece 53 paesi del mondo è scoppiata una vera e propria allerta alimentare perché il grano bloccato da Putin in Russia e in Ucraina sta affamando tanti paesi del mondo. Il rischio per gli italiani e quello che il cibo diventi sempre più caro e sempre più introvabile ma il rischio per i paesi africani e mediorientali è quello di una vera e propria fame ed un ondata migratoria senza precedenti potrebbe abbattersi sull’Europa.
Come al solito i migranti finiscono per essere il riflesso delle grandi emergenze del nostro mondo e anche stavolta non è diverso. Si rischia che una vera e propria ondata migratoria senza precedenti si riversi sull’Europa perché ormai davvero troppi paesi africani hanno difficoltà insormontabili di approvvigionamento alimentare. I progressi che in questi anni erano stati fatti contro la fame nei paesi più poveri sono stati letteralmente mandati in fumo dal covid e dall’inflazione e oggi la situazione è peggiore che mai.
In Italia la carestia globale potrebbe anche portare all’ipotesi dei razionamenti del cibo. Due elementi fanno temere questo. Il primo è che la Spagna ha già legalmente autorizzato i suoi supermercati a razionare il cibo. Il secondo è che il presidente Mario Draghi già tempo fa aveva detto che il razionamento del gas e del cibo erano ipotesi da non escludere laddove ce ne fosse stato bisogno.
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