Il Governo italiano è in allarme e non è il solo.
Vediamo quale emergenza catastrofica rischia di cambiare per sempre le sorti del paese.
Il Governo ultimamente è stato chiamato a pronunciarsi su tante importanti questioni e le emergenze non mancano ma ce n’è una che può davvero cambiare tutto.
Innanzitutto l’inflazione rasenta ormai il 10%. Parliamo di un’inflazione altissima ed ai massimi da 40 anni.
Un’inflazione così alta può distruggere l’economia e mandare il paese in recessione. Ipotesi ormai molto probabile. Ma non è questa l’emergenza che spaventa il Governo. Poi c’è anche il temuto aumento dei tassi delle banche centrali. Le banche centrali devono aumentare i tassi perchè questo è l’unico modo per contrastare l’inflazione. Ma l’aumento dei tassi rischia di far scoppiare la bolla immobiliare come nel 2008 ma soprattutto rischia di far scoppiare la bolla più grande di sempre in borsa. Ma l’emergenza che spaventa il Governo è ancora un’altra.
Il vero allarme globale che spaventa il Presidente del Consiglio Draghi è il blocco del grano in Russia. Gli effetti possono essere davvero catastrofici. Infatti Putin ha bloccato il grano di Russia ed Ucraina. Questi due paesi producono il 28% del grano mondiale e di conseguenza questa mossa ha affamato l’Africa. La mortalità nei paesi del nord Africa può crescere tantissimo a causa di questa situazione di estrema emergenza e si temono anche grandi ondate migratorie verso l’Europa. 53 paesi sono a rischio fame a causa della mossa di Putin e l’Europa può essere investita da un’ondata migratoria senza precedenti. Ma vediamo cosa rischia l’Italia. Draghi ha detto che se non si sbloccano i porti ucraini le conseguenze possono essere ormai catastrofiche. Ecco la situazione italiana.
Oltre alla catastrofe umanitaria in Africa è anche l’Italia a rischiare tanto. Infatti tanti cibi possono presto diventare introvabili nel nostro paese. Tanti sono già aumentati di prezzo in modo importante. L’olio di semi di girasole è aumentato del 70% ed in alcune zone d’Italia è introvabile e la pasta è aumentata del 16% ma sono previsti netti rincari. Se la situazione dovesse rimanere immutata si potrebbe arrivare anche al razionamento del cibo. In Spagna è già partito ed anche in Italia non è più un tabù.
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