Il divario tra ricchi e poveri in Italia è sempre più preoccupante.
Le famiglie italiane che vivono in condizioni di povertà assoluta sono un numero sempre maggiore ed il rischio di tensioni sociali aumenta.
La pandemia di covid prima e oggi l’inflazione hanno acuito in modo tremendo la situazione della povertà italiana e i numeri sono veramente impietosi.
Le code alla Caritas diventano sempre più lunghe ed ingestibili. Sono ormai troppe le famiglie italiane che non percepiscono reddito o percepiscono redditi troppo miseri.
Sono Caritas e CGIA di Mestre a fornire i numeri di una povertà sempre più dilagante. La politica ed i media ignorano sistematicamente questo dramma che ormai coinvolge 5,6 milioni di Italiani. Questi 5,6 milioni di Italiani in povertà assoluta vivono in uno strano cono d’ombra. Sono sistematicamente esclusi dal dibattito della politica e sono altrettanto esclusi dalle cronache dei giornali. Eppure secondo molti la tensione sociale in Italia diventa sempre più palpabile. Il paese sconta la mancanza assoluta di strumenti di contrasto alla povertà.
Mentre si invocano con forza il salario minimo ed il reddito di base universale emergono i limiti del reddito di cittadinanza. Infatti il reddito di cittadinanza ha sicuramente il merito di essere l’unico strumento esistente in Italia di contrasto alla povertà ma veramente troppi ne sono esclusi. Secondo la Caritas soltanto il 44% dei poveri riesce affettivamente a beneficiare del reddito di cittadinanza mentre tutti gli altri non ci riescono. Il problema maggiore è proprio il fatto che probabilmente l’Italia sta entrando in stagflazione.
Dunque probabilmente l’economia italiana così come tutta l’economia mondiale si appresta ad entrare in un periodo economicamente molto duro nel quale la disoccupazione aumenterà pesantemente e l’inflazione continuerà a rendere sempre più difficile la vita delle famiglie. In un contesto che si appresta a diventare sempre più duro la perdurante mancanza gli strumenti di contrasto alla povertà rischia di far esplodere quella che potrebbe essere una vera e propria bomba sociale. L’introduzione di un salario minimo benché sia ovviamente una misura molto importante, in realtà aiuterà ben poco chi non percepisce nessun salario o chi lavora in nero. Dunque saranno ancora una volta i più fragili a non essere soccorsi in alcun modo.
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