Chi sperava che le tensioni con la Russia sarebbero state qualcosa da guardare a distanza sul televisore si sbagliava di grosso.
La contrapposizione nella quale ci siamo messi con la Russia dopo l’aggressione all’Ucraina ci ha portati ormai ad una vera e propria economia di guerra.
Fino a un po’ di tempo fa si parlava lunedì economia di guerra come di qualcosa di lontano ed ipotetico ma oggi sappiamo invece che siamo in un’economia di guerra e che tutto cambierà per gli italiani.
Innanzitutto la stretta sul gas decisa da Putin anche per il nostro paese significherà quasi certamente un vero e proprio inasprimento dei costi delle bollette e tanti Italiani probabilmente saranno ancora più ostili all’impegno bellico dell’Italia quando si troveranno a pagare bolletta altissima. Lo scopo di Putin in fondo è proprio questo: esasperare i consumatori europei in modo tale che facciano pressioni sui loro governi perché lascino perdere l’impegno in difesa dell’Ucraina. Ma economia di guerra significa tante cose del caso di capirlo meglio. Innanzitutto tutta l’economia del paese dovrà a riorganizzarsi per riuscire a sostenere lo sforzo della guerra e cosa comporta.
Quindi beni di prima necessità a disposizione della gente saranno di meno e saranno decisamente più probabili tagli e razionamenti.
I razionamenti potrebbero avvenire sul gas così come sulla luce ma anche soprattutto sul cibo. Infatti i beni primari vengono contratti durante una economia di guerra proprio per far posto a una maggiore produzione di tipo bellico. Tanti alimenti possono essere difficile da produrre oppure da trovare al supermercato: già oggi i prezzi della pasta sono aumentati del 16% i prezzi dell’olio di semi di girasole sono aumentati dirittura del 70% ma con un’economia di guerra decisamente i prezzi potrebbero decidere di crescere all’impazzata.
Molte imprese potrebbero essere addirittura riconvertite. Infatti alcune imprese potrebbero essere trasformate: dal produrre articoli che servono nella comune vita civile di tutti i giorni potrebbero essere trasformate per la produzione di armi demolizioni o di altro materiale che purtroppo serve in guerra. L’Italia non ha ancora dichiarato ufficialmente di essere in un economia di guerra ma già vari politici lo hanno detto chiaramente e anche molti economisti hanno detto che è inutile farsi illusioni. Macron ha sottolineato apertamente che la Francia è già entrata in un’economia di guerra.
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