Questi farmaci anti-obesità potrebbero causare dipendenza: ritiro dalle farmacie

Se un’istituzione come l’agenzia Europea del farmaco raccomanda il ritiro per alcuni medicinali c’è sicuramente da stare in guardia.

In particolare il motivo in questo caso è veramente inquietante. A quanto pare questi prodotti potrebbero dare addirittura dipendenza.

ANSA

Quando si utilizza un farmaco ovviamente lo si fa per stare meglio e per migliorare la propria salute.

Ritiro di questi farmaci per rischio dipendenza ed ipertensione

Ma se questi farmaci che dovrebbero servire a far stare meglio chi li assume rischiano addirittura di causare una dipendenza allora è chiaro che l’allerta diventa elevata.

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Infatti sviluppare una dipendenza può essere veramente grave perché la dipendenza costringe al consumo di una determinata sostanza e smettere diventa difficilissimo. Dunque se un farmaco può addirittura causare dipendenza è evidente che bisogna stare estremamente attenti. Il comitato della per la sicurezza di Ema ha raccomandato il ritiro per tutta una serie di medicinali che però hanno una molecola in comune.

Quali farmaci hanno questo rischio

Dunque parliamo di medicinali apparentemente anche molto diversi e realizzati da aziende diverse ma che hanno una molecola in comune che potrebbe scatenare la terribile dipendenza. Si tratta di diffusi farmaci contro l’obesità. La molecola in questione è amfepramone. Dunque la raccomandazione deriva da alcuni esperimenti che hanno dato dei risultati decisamente preoccupanti. Infatti da questi esperimenti è emerso che se questi medicinali vengono assunti per più di 3 mesi si può andare incontro addirittura a casi di dipendenza. Ma oltre alla dipendenza dal farmaco c’è anche un altro effetto collaterale possibile che è l’ipertensione arteriosa. Però ci sono da fare alcune precisazioni.

Le cose alle quali prestare attenzione

Il periodo massimo raccomandato per l’assunzione di questo medicinale è effettivamente tre mesi. Dunque perché si verifichino questi effetti collaterali bisogna che il paziente superi il periodo massimo raccomandato. La seconda cosa da sottolineare è che questi farmaci non sono venduti in Italia. Ad ogni modo è molto importante sottolineare questa situazione per chi magari acquista farmaci dall’estero o potrebbe venirne in possesso in altro modo.