Libretti, le Poste hanno deciso di cambiare

Cosa sta accadendo nel mondo delle pensioni, con una novità interessante per una categoria spesso dimenticata e che sta attraverso un momento di crisi.

In queste ore è stata ufficializzata la pensione anticipata per le imprese in crisi. E’ un vero è proprio “ammortizzatore pensionistico” che viene inserito nel nostro sistema attraverso la Legge Bilancio 2022 per gli anni 2022.

Ansa, Roma, ANGELO CARCONI

E’ dedicata alle piccole e medie imprese in uno stato di crisi e riescono a trovare un accordo con i sindacati per le uscite anticipate. Può essere letta come una pensione anticipata che si aggiunge a quella già esistente. La Legge di bilancio ha previsto una copertura di 150 milioni per il 2022 e di 200 milioni per ciascun anno nel 2023 e 2024, che servono a coprire l’assegno provvisorio in attesa della pensione normale. Si stima che vi accederanno dai 10mila ai 20mila lavoratori.

A chi tocca l’ammortizzatore pensionistico

ANSA, Roma, ANGELO CARCONI

Chi sono i beneficiari? Imprese che occupano dai 15 ai 250 dipendenti, con fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro, che a causa della crisi abbiano subito un calo dei ricavi del 30% nei 12 mesi precedenti rispetto alla media del fatturato dell’anno 2019. Un altro requisito importante è rappresentato è la firma di un accordo sindacale che prevede pre-pensionamenti su base volontaria e quindi accettate dai lavoratori coinvolti in forma scritta.

Cosa è l’assegno provvisorio

Ansa, Caracas, Rayner Peña R.

L’assegno è di natura provvisoria ed è una indennità mensile pagata per non più di tre anni, anche comprensiva della Naspi, che viene data ai lavoratori che abbiano i requisiti per entrarne a farne parte. Possono accedervi che entro il 31 dicembre 2024 è arrivato all’età della pensione di vecchiaia: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, o l’età per la pensione anticipata  almeno 62 anni di età e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. La somma sarà pagata dall’Istituto nazionale previdenza sociale (Inps) per massimo tre anni e dunque fino a quando si maturerà il diritto alla pensione e si percepirà l’assegno pensionistico classico. Insomma, si tratta di una boccata d’aria che in tempo di restrizioni economiche può essere molto utile e garantire un po’ di stabilità.