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Bonus

Diesel e benzina: regalo da Draghi, altro Bonus 200€ solo per i carburanti

Diesel e benzina salgono a prezzi vertiginosi. La guerra in Ucraina spinge i prezzi ma ora arriva il nuovo bonus 200 euro sui carburanti.

E’ la guerra in Ucraina a tenere alto il costo dei carburanti, ma è anche la speculazione globale a gonfiare le cifre.

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Gli speculatori tengono alti i costi ad anche il taglio delle accise non basta più.

Un Bonus da 200 euro solo per i carburanti

Quando i prezzi di diesel e benzina erano saliti sopra i 2 euro per litro la prima volta il governo era intervenuto con un parziale taglio sulle accise.

Pixabay

I prezzi dopo il taglio governativo erano scesi ad 1,8 euro per litro circa. Ma ormai il taglio non basta più e siamo risaliti di nuovo sopra i due euro. Questa è una vera stangata sulle famiglie appesantite da un costo della vita sempre più insostenibile ma è anche una stangata sulle imprese e sugli autotrasportatori. Infatti con questi prezzi tremendi i tir rischiano di fermarsi ed i supermercati potrebbero restare vuoti.

Il Bonus che aiuta gli italiani

Dunque la situazione sui carburanti è molto tesa e le famiglie sono in apprensione. Proprio per questo accanto al bonus da 200 euro di luglio del quale tanto si discute, si pone anche un altro bonus da 200 euro solo per diesel e benzina. Vediamo come funziona. Il Bonus sui carburanti può essere erogato ai dipendenti ed ha la caratteristica di non essere tassato dallo Stato. Vediamo cosa vuol dire concretamente. Qualsiasi azienda può erogare questo bonus di duecento euro o anche meno ai dipendenti e lo Stato si impegna a non considerare il Bonus come reddito e dunque a non tassarlo.

Un Bonus che ha due origini: come averlo

Dunque è il datore di lavoro ad erogare concretamente il Bonus ai dipendenti, magari scegliendo quelli che devono fare più strada per raggiungere il posto di lavoro. O magari il datore di lavoro può erogarlo a tutti indistintamente. In ogni caso il bonus di duecento euro sui carburanti si può avere una sola volta. Lo stato, a fini fiscali, non lo considererà come reddito e dunque non lo tasserà, lasciandolo completamente nelle tasche del lavoratore per compensare gli aumenti patiti sui carburanti. Ma questa misura è su base volontaria del datore di lavoro, dunque erogarlo al dipendente non costituisce un obbligo, ma un’esortazione.

Salvatore Dimaggio

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