Quello che sta succedendo nel mondo del Bitcoin e delle altre criptovalute somiglia al crollo del ’29.
A sostenerlo è l’autorità svizzera di controllo sulla borsa. Vediamo che cosa sta succedendo.
Il mondo del Bitcoin e delle altre criptovalute è in stato di forte agitazione ed apprensione. Negli ultimi sei mesi infatti la valuta virtuale e tutte le altre valute simili sono arrivate a bruciare complessivamente il 70% del loro valore.
Eppure il 2021 era stato un anno da incorniciare per le criptovalute. Il Bitcoin era cresciuto di valore in maniera impressionante.
Ma quello che più aveva colpito tutti quanti era il fatto che prestigiose istituzioni economiche internazionali e grandi banche d’affari cominciassero a consigliarlo. Infatti note banche d’affari come Goldman Sachs sostenevano che i Bitcoin e le altre criptovalute fossero un ottimo investimento e fossero una preziosa riserva di valore in caso di inflazione ed in caso di crisi. Ma proprio adesso che inflazione crisi si stanno manifestando con forza, le valute virtuali stanno perdendo in una maniera impressionante. Sono tanti gli investitori che ci avevano puntato e che oggi sono molto delusi. La perdita di valore è stata veramente fortissima e questo stupisce anche perché lo scorso anno nel mondo tanti etf avevano debuttato per permettere proprio agli utenti più tradizionali di investire nelle criptovalute.
Addirittura la commissione che regolamenta la Borsa americana aveva accettato il primo etf che scommetteva su Bitcoin. Dunque dopo un 2021 incredibilmente positivo dal punto di vista dei valori ma anche dal punto di vista del riconoscimento internazionale, questo 2022 è stato veramente nerissimo per le criptovalute. Ormai ben pochi scommettono sul loro futuro. Ovviamente non è escluso che le valute virtuali possano riprendersi ma sicuramente il rapporto di fiducia tra queste valute e i tanti investitori comuni che avevano voluto scommetterci si è incrinato. La perdita di valore registrata dalle varie criptovalute impedisce ormai di considerarle come un bene di rifugio o come uno strumento di investimento che possa proteggere nei momenti più duri per l’economia.
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