Dal primo luglio cambia tutto per quello che riguarda i pagamenti in contanti e il Governo diventa sempre più duro per evitare l’evasione fiscale.
Dal primo luglio gli italiani dovranno abituarsi a pagare in modo diverso perché il governo vuole in ogni modo scoraggiare l’utilizzo del contante.
È importante capire come per l’esecutivo è fondamentale ridurre la quantità di denaro circolante perché è proprio il denaro contante che consente l’evasione fiscale.
Infatti il denaro contante non è tracciabile e di conseguenza chi voglia farsi pagare in nero può farlo tranquillamente con il denaro contante che non lascia tracce e non viene tassato.
Ma dal primo luglio il governo interviene duramente in questa situazione e per i cittadini cambia tutto. Innanzitutto bisogna tener presente che già oggi i movimenti sul conto corrente, carta e bancomat sono sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate grazie alla super anagrafe dei conti correnti. La super anagrafe dei conti correnti è uno strumento informatico molto potente che può scoprire qualsiasi movimento anomalo che gli italiani facciano sul conto corrente o al bancomat.
Ma sono già in vigore i tetti per i pagamenti in contanti. Infatti la sanzione scatta già oggi per i pagamenti in contanti dai €2000 in su. Ma dal 2023 basterà pagare €1000 in contanti per avere la sanzione. Ma vediamo cosa cambia dal primo luglio. Per qualsiasi pagamento al supermercato oppure in negozio fino al 30 giugno ci si potrà regolare come si vuole. Dunque fino al 30 giugno si potrà pagare indifferentemente con contanti, carta di credito oppure bancomat.
Ma dal primo luglio cambia tutto, infatti del primo luglio il commerciante non potrà più pretendere di farsi pagare in contanti. Se il cliente vuole pagare con carta di credito o bancomat è suo diritto farlo. Se il commerciante dovesse pretendere il pagamento in contanti rischia una multa di €30 alla quale poi viene addizionata un’altra multa proporzionale all’importo dell’acquisto. I commercianti non amano questa ennesima imposizione ma per i clienti questo rappresenta sicuramente un diritto in più.
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