Ancora problemi per quanto riguarda il Superbonus 110% voluto dal Conte II. Ecco chi paga se si dovessero fermare i lavori
Non c’è pace per il Superbonus 110%. Nell’ultimo anno, infatti, è stata certamente la misura governativa presa più di mira dall’attuale esecutivo guidato da Mario Draghi, a causa delle innumerevoli lacune e inefficienze legate ad una mancanza di controlli ed errori burocratici.
Lo stesso premier, infatti, ha più volte accusato la misura, giudicandola insieme al ministro Franco una “truffa tra le più grandi della storia della Repubblica”. Le recenti modifiche hanno inoltre frenato la misura: ma chi paga se si dovessero fermare i lavori?
A causa delle continue modifiche riguardo la questione della cessione del credito fiscale nei confronti delle banche e della totale mancanza di controlli, chi sta usufruendo del Superbonus starà certamente incontrando delle pesanti difficoltà a terminare i lavori.
Ci sono molti problemi legati ai lavori con il Superbonus. Se questi sono iniziati senza però la concessione del credito da parte delle banche, l’impresa potrebbe bloccare i lavori, anche definitivamente. Si tratta di un problema non di poco conto per coloro che hanno affrontato costi importanti.
Chi ha sostenuto le spese per i lavori potrebbe usufruire dello sconto in fattura o della tanto famigerata cessione del credito d’imposta. Se inizialmente era prevista la cessione multipla, questa è stata poi ridotta a 2 cessioni. Con le successive modifiche, si è arrivati ad una maggiore complessità della misura, provocando una decisa marcia indietro da parte di numerosi istituti di credito, i quali hanno deciso di non cedere più il credito.
Con la decisione da parte di molte banche di non accettare più la cessione dei crediti edilizi, la questione si complica parecchio. Tra le realtà maggiormente esposte vi sono sicuramente le imprese edili, che, dopo aver anticipato denaro per l’acquisto di materiali, rischiano di fallire e fermare i lavori.
In questo caso, se il contratto è stato firmato con l’impresa, senza però aver visto l’inizio dei lavori è possibile stoppare tutto e aspettare il risolversi della questione della cessione del credito o, in alternativa, ulteriori decisioni da parte del governo.
Nel caso in cui, invece, i lavori siano già iniziati senza però la concessione del credito, la situazione cambia. Se l’azienda ha già speso denaro per i materiali, potrebbe decidere di fermare lavori, in modo da non perdere ulteriormente risorse economiche. Secondo Altroconsumo “bisognerà fare riferimento al contratto di appalto e vedere cosa prevede per l’ipotesi di ritardo nei lavori o per il “recesso” da parte dell’impresa”.
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