Per le famiglie italiane andare avanti è molto difficile ma le novità in busta paga possono essere positive e piacevoli per i lavoratori dipendenti.
Il governo ha deciso di intervenire a più riprese sulla delicata questione della busta paga.
L’intervento sulla busta paga è veramente determinante perché l’inflazione ormai ha toccato l’8%, e questo significa che gli stipendi sono diventati automaticamente dell’8% più bassi.
Di conseguenza è necessario compensarli perché altrimenti troppe famiglie non riusciranno ad andare avanti.
L’intervento del governo sul questione della busta paga è progressivo ed è stato portato avanti sulla base dei dati al momento disponibili proprio sull’inflazione. Vediamo quello che è stato fatto finora e quello che invece arriverà. La riforma portata avanti finora dal governo sulla questione della busta paga dei dipendenti si è concentrata sulle modifiche all’irpef. Come sappiamo gli scaglioni IRPEF sono stati diminuiti da cinque a quattro e sono stati tutti abbassati dal punto di vista delle aliquote da versare. Per fare un esempio fino a 15.000 euro di reddito l’aliquota è adesso del 23%. Da 15.000 a 28.000€ di reddito l’aliquota sale al 25% e così via.
Il problema è che il nuovo meccanismo premia i lavoratori più ricchi ma non incide su quelli più poveri. Dunque si è trattato di una riforma dall’impatto sociale veramente minimo. Tuttavia all’epoca l’inflazione sembrava un fenomeno leggero e transitorio e quindi chiaramente il governo non riteneva di dover intervenire più di tanto. Ma adesso la situazione cambia completamente con l’inflazione al 8%. Pertanto i nuovi interventi del governo sono il bonus 200 euro che probabilmente sarà prorogato per diversi mesi e sarà una misura provvisoria in attesa del taglio di cuneo fiscale nel 2023.
Con il taglio del cuneo fiscale del 2023 finalmente gli stipendi saranno più alti per davvero e la terribile inflazione sarà stata finalmente compensata in busta paga. Con il taglio del cuneo fiscale l’aumento in busta paga diventa finalmente fisso e stabile. Ma i lavoratori chiedono con forza anche salario minimo e misure sociali più incisive.
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