Trovata l’intesa per sbloccare e recuperare i vecchi crediti correlati al Superbonus. Ecco cos’ha deciso il governo
Il Superbonus 110% è stato uno dei provvedimenti maggiormente criticati dal governo guidato da Mario Draghi. L’intervento, infatti, è stato tra i più controversi degli ultimi anni, in quanto sarebbe stato oggetto di numerose truffe ai danni dello Stato: ragion per cui molte fazioni politiche hanno accusato il provvedimento come uno spreco di denaro pubblico.
Proprio per questo, l’esecutivo guidato da Mario Draghi è intervenuto bloccando la possibilità di cedere il credito in maniera illimitata, limitando la cessione ad un massimo di due volte. Ad oggi, però, è stata trovata l’intesa per sbloccare e recuperare i vecchi crediti correlati al Superbonus. Ecco che cosa ha deciso il governo.
Grazie al decreto Semplificazioni, ora all’esame in Senato per effettuare la conversione in legge, ci potrà essere una possibilità in più per recuperare i vecchi crediti relativi al Superbonus 110%. Un intervento decisivo che togliere dalla situazione di impantanamento in cui versano molte imprese a causa del blocco delle cessioni del credito.
Entro il 20 agosto, quindi, dovrebbe essere approvato il decreto Semplificazioni, modificato in alcuni dei suoi emendamenti. Tra questi vi è anche quello che prevede lo sblocco dei crediti relativi al Superbonus 110%. Sarà infatti prevista la cancellazione riguardo il vincolo del 1° maggio per le operazioni tra Partite Iva e banche.
Si tratta di un’ottima notizia per tutte quelle imprese edili che sono rimaste bloccate per via delle decisioni sulla limitazione delle cessioni del credito. Molte aziende, infatti, avevano iniziato i lavori prima del mese di maggio, stilando il prezzo con sconto sulla fattura dei propri clienti, sapendo di avere la possibilità di poter “girare” il credito alle banche.
Per questa decisione è stato fatto riferimento a ciò che era stato già inserito nel Decreto Aiuti. Il provvedimento ha infatti dato il via libera alle cessioni per tutti i correntisti non privati delle banche. Tuttavia, è stata prevista l’applicazione della quarta cessione, ovvero quella in cui vi è il passaggio del credito dalla banca al correntista con Partita Iva.
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