Il mercato dell’auto è in fortissima crisi ma questa potrebbe essere soltanto l’inizio di una vera e propria bomba occupazionale.
Come sappiamo il mercato dell’automobile sta facendo registrare continue flessioni.
Con l’arrivo della pandemia di covid la vendita di automobili era naturalmente crollata. Tuttavia l’uscita dalla pandemia non ha segnato una ripresa delle immatricolazioni.
Infatti prima c’è stato il problema della penuria dei microchip che rendeva difficile costruire le automobili e poi è arrivata la fortissima inflazione che ha letteralmente impedito alla maggior parte degli italiani di prendere in considerazione l’acquisto di un’automobile. La crisi del mercato dell’auto è una crisi che chiaramente diventa anche occupazionale ma come vedremo il problema è molto più grosso. Infatti oltre al problema della mancanza di nuove immatricolazioni c’è anche il problema dell’auto elettrica.
Infatti l’auto elettrica non inquina ed è sicuramente un grandissimo vantaggio, ma l’auto elettrica è anche molto più semplice da costruire e di conseguenza tantissimi lavoratori resteranno a casa.
Ha colpito molto l’opinione pubblica il fatto che Stellantis addirittura abbia pagato i suoi dipendenti che decidevano di lasciare il lavoro alla catena di montaggio. Infatti con l’arrivo dell’auto elettrica tantissimi posti di lavoro nel settore automobilistico saranno perduti. Ma il problema è ancora più ampio di così. Infatti progressivamente sta arrivando l’auto a guida autonoma. L’auto a guida autonoma renderà obsoleti i lavori degli autotrasportatori, dei tassisti e di tutti coloro i quali oggi si guadagnano da vivere guidando un veicolo. Nessuna azienda di autotrasporti oppure di taxi preferirà mai scegliere un lavoratore umano che può lavorare al massimo 10 ore al giorno e che poi deve riposare quando può avere a disposizione un’auto a guida autonoma che lavora 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno.
Tra l’altro questa auto guida autonoma o questo camion a guida autonoma non chiedono stipendi e contributi e non rischiano nemmeno di ammalarsi. Sicuramente il problema della disoccupazione tecnologica non riguarda soltanto il mondo dell’automobile. Oggi il mondo dell’automobile è in crisi e quindi dimostra più chiaramente il problema della disoccupazione tecnologica ma ben presto questo problema riguarderà a tutti ed è veramente preoccupante che nessuno si stia occupando per tempo di tutti i lavoratori che resteranno disoccupati a causa dei progressi della tecnologia. Il nostro giornale tenta di sensibilizzare su questo tema delicatissimo ma ben poco interesse questa tematica suscita nell’opinione pubblica.
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