Il cambiamento climatico ha un costo enorme sull’economia del pianeta ma gli sforzi fatti per arginarlo appaiono veramente blandi.
Qualche anno fa erano state messe in campo tutta una serie di strategie per cercare di ridurre l’inquinamento e di conseguenza il cambiamento climatico.
Tuttavia i problemi economici gravi seguiti alla pandemia di covid hanno allentato l’impegno internazionale nei confronti del cambiamento climatico ma questo è un grosso problema.
Già oggi il cambiamento climatico mostra il suo volto più duro con una vera e propria carestia globale che sta riducendo alla fame tantissimi paesi del mondo e che rende sempre più costoso il cibo anche in Italia. Infatti la carestia globale si somma all’inflazione e rende il prezzo del cibo sempre più proibitivo per le famiglie. Con la siccità e con l’aumento dei costi delle materie prime alimentari sia chi fa agricoltura che chi fa allevamento hano sempre più difficoltà a produrre generi alimentari e questo poi si riflette sui prezzi in continuo aumento.
Ma la carestia globale alimentata dall’inflazione e anche dal cambiamento climatico spinge anche gli speculatori a rendere ancora più alti i costi dei beni alimentari.
Infatti gli speculatori sono ben consapevoli del fatto che la carestia globale renderà le materie prime alimentari sempre più costose e proprio per questo ci investono a piene mani. Le materie prime quindi aumentano sempre di più egli speculatori guadagnano sempre di più. Ma il problema è che questo crea un circolo vizioso che produce fame nei paesi del terzo mondo e difficoltà a consumare cibo nei paesi più avanzati.
Le conseguenze di tutto ciò sono già percepibili sulle abitudini degli italiani. Infatti gli italiani stanno consumando meno cibo ma soprattutto stanno consumando cibo di minore qualità. Dai sondaggi emerge come le famiglie che prima stavano attente alla qualità del cibo consumato oggi si preoccupano sostanzialmente del suo prezzo. Quindi oggi come oggi nelle abitudini di acquisto degli italiani qualsiasi cibo va bene purché sia di prezzo contenuto. Questo ovviamente è più che comprensibile vista la situazione sempre più incerta di tante famiglie ma significa anche abbassare la qualità di ciò che si mangia con tutti i dubbi che questo può creare relativamente alla salute.
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