Una vera e propria rivoluzione copernicana sta attraversando il denaro contante. Se ci pensiamo il denaro contante esiste dall’alba dei tempi.
Già antichissime popolazioni avevano scoperto l’utilità della moneta e nei musei di tutto il mondo ci sono testimonianze di antichissime monete coniate dai popoli più remoti.
Tuttavia per la prima volta nella storia dell’uomo il denaro materiale sta progressivamente sparendo trasformandosi in danaro virtuale.
Si tratta sicuramente di una rivoluzione di portata storica eppure se per alcuni questo può essere un vantaggio molti sono scontenti e perplessi per questa novità e temono che possano nascondersi dei rischi notevoli. Infatti la sparizione del denaro contante sicuramente fa piacere al fisco. Infatti con il denaro contante il professionista o il commerciante possono sempre farsi pagare in nero. Per quanto ci siano dei limiti sempre più bassi all’utilizzo del denaro contante, il fisco non può impedire a qualcuno di pagare in contanti qualcun altro e questo pagamento può svanire nel nulla.
Ecco perché il fisco chiaramente spinge molto per l’adozione del denaro elettronico e tracciabile.
Ma anche le banche vogliono questo. Infatti il progetto delle banche è quello di far sparire tutti i bancomat e tutti le filiali e di guadagnare semplicemente con le transazioni in danaro elettronico. Tutte le banche così si trasformerebbero in banche online che hanno soltanto introiti e praticamente non hanno spese.
Tuttavia alcune associazioni a tutela dei consumatori stanno notando come questi vantaggi siano soltanto per il fisco e per le banche. La gente comune dal danaro elettronico non riceve nessun vantaggio. Infatti per ogni pagamento e ogni transazione bisogna pagare una piccola commissione e questo sicuramente è un vantaggio solo per le banche ma non per i cittadini. Insomma il fatto che il denaro stia sparendo è una vera rivoluzione però troppi sono perplessi e troppi sono scontenti. Certamente non è una rivoluzione che si compirà nell’arco di poco tempo ma è già a buon punto se pensiamo che addirittura un terzo delle filiali italiane delle banche sono già state chiuse.
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