Vediamo cosa cambia nei prossimi anni per quanto riguarda le pensioni dell’INPS ma soprattutto il requisito dell’età.
Oggi tanti vorrebbero andare in pensione subito. Dopo una vita di lavoro e di fatica la pensione sembra quasi un sogno.
Tanti ce lo scrivete nella posta (anzi, grazie per le vostre testimonianze).
Gli esperti del mondo delle pensioni ricordano che per andare in pensione in Italia occorrono 67 anni di età e 20 anni di contributi.
Questi due paletti sono davvero cruciali nel nostro ordinamento e di base non si dovrebbe mai poter sfuggire da questo vincolo. Tuttavia gli esperti dei CAF ricordano sempre che attualmente ci sono due opzioni interessanti per uscire prima. Vediamo quali sono e vediamo cosa cambia nei prossimi anni perchè è molto interessante.
La prima opzione per andare finalmente in pensione prima del tempo è quella della pensione anticipata ordinaria. Per gli uomini occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi versati, le lavoratrici donne se la “cavano” con 41 anni e 10 mesi. Questa misura rappresenta oggi nell’ordinamento pensionistico italiano qualche cosa di unico (quasi) perchè il senso di questa norma è proprio quello di consentire ha chi ha tantissimi (in questo caso davvero una montagna) di contributi di poter andare in pensione quando vuole. Ma vediamo l’altra opzione e cosa succede negli anni prossimi.
L’altra opzione per andare in pensione prima è quella di Quota 41. Questa misura si applica ai cosiddetti precoci e rappresenta un elemento di grande interesse per gli esperti del mondo pensionistico che la definiscono un esperimenti di successo, seppur con qualche ombra. Per i precoci Quota 41 è qualcosa di davvero valido per andare in prensione prima ma vediamo cosa succede a queste misure. E’ importantissimo ricordare che queste grosse deroghe alla normativa generale spesso hanno limiti temporali piuttosto stretti ed infatti tanti poi rischiano di non rientrarci. Invece vanno fatte alcune considerazioni molto rilevanti in ordine a queste due misure.
Analizzando la normativa relativa a queste interessanti misure bisogna notare come entrambe restino strutturali sino al 2026. Cosa significa strutturali? significa che il governo non deve confermarle ogni anno con apposito decreto per farle restare in vita, ma sono fatte in maniera tale da durare nell’ordinamento almeno sino al 2026. Ma la speranza è anche che il prossimo imminente governo ampli queste opzioni e le renda più duttili come platea di beneficiari.
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