Gas, i problemi veri hanno una data d’inizio: 1° ottobre. Cosa sta per accadere

Inizia la crisi del gas in Italia e in Europa e si affacciano i primi problemi. Ecco che cosa potrà accadere dal 1° ottobre

Ormai da mesi sentiamo parlare delle difficoltà causate dalla mancanza di gas, per via delle scelte di Putin di chiudere i rubinetti dei rifornimenti di energia all’Europa. Adesso sono molti i rivenditori a rischio default, così come famiglie e imprese (che si vedono arrivare bollette incredibilmente alte).

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A breve la situazione potrebbe passare dall’essere molto difficile all’essere praticamente insostenibile. Ecco cosa potrebbe accadere con il gas a partire dal 1° ottobre.

Iniziano i veri problemi per il gas. Ecco cosa potrebbe succedere

A partire dal 1° ottobre saranno molte le famiglie e imprese italiane che rischieranno seriamente di restare senza gas. I rincari dei prezzi di energia, infatti, iniziano a farsi vedere sulle bollette, ormai cresciute di tre o quattro volte rispetto all’anno scorso. Attendere l’arrivo della fattura, infatti vuol dire prepararsi a notizie pessime e ormai in tutto il Paese aleggia forte tensione.

Pagare le bollette energetiche vuol dire spendere sempre più soldi e, di conseguenza vedere indebolito fortemente il proprio potere d’acquisto. Nonostante gli sforzi messi in atto per risparmiare corrente, gas e luce, infatti, i costi sono comunque aumentati.

Purtroppo, le cose potrebbero peggiorare a partire da ottobre, e non solo per quanto riguarda l’aumento dei prezzi. In pericolo ci sono anche i fornitori di energia, i quali hanno dovuto affrontare anche loro un aumento dei prezzi di circa dieci volte, con una spesa che ammonta a circa 25 miliardi.

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Le piccole e medie imprese, motore del nostro Paese, sono sempre più a rischio default. Sono molti i rivenditori che faranno molta fatica a concedere la rateizzazione dei pagamenti per ristoranti, attività, ma anche condomini, famiglie e negozi.

A partire dal 1° ottobre, inoltre, la scadenza dei contratti segnerà una linea di confine piuttosto pericolosa. Alcuni rivenditori hanno accettato di contratti con condizioni molto costose, situazione che vedrà penalizzare anche molti consumatori.

A rischio fallimento, secondo Fabio Truzzi, ci sono circa 100 operatori. “Dedicarsi a misure come le vetrate sui balconi – ha detto – è un segno di immobilità da parte del governo”.