Superbonus, stanno per finire i fondi. Cosa fare con la cessione del credito

Ancora problemi per il Superbonus 110%. Mentre i fondi per finanziare la misura stanno per finire, ecco come tutelarsi con la cessione del credito

Inizia un nuovo viatico di difficoltà per il Superbonus 110%, manovra fortemente voluta dal governo Conte II. Chi ha portato a termine almeno il 30% dei lavori iniziati potrà ancora godere dell’agevolazione, mentre i condomini possono ancora fare richiesta fino alla fine del 2023.

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Tuttavia, a quanto pare i fondi sono in via di esaurimento. Secondo Il Giornale sarebbero rimasti circa 4 miliardi, l’equivalente di un mese di lavori. Ecco cosa è possibile fare con la cessione del credito.

Fondi quasi terminati. Cosa fare con la cessione del credito Superbonus

Le previsioni parlano di un impegno prolungato a cinque anni per le banche che hanno deciso di impegnarsi con i lavori edili legati al Superbonus 110%. Intanto i tempi per accedere alla misura sembrano essere raddoppiati, in quanto in media il bonus viene elargito dopo 4 mesi circa, mentre in precedenza serviva attendere in media 85 giorni.

Una situazione che potrebbe penalizzare fortemente i rimborsi. Questi, infatti, hanno visto una discesa fino a 98,31€, dai 110€ iniziali del 2020, solo nel mese di giugno 2022. Un dato che non rispecchia, quindi, la dicitura “110%” che ha reso popolare la misura.

Ci sarebbe però la possibilità di vedere una quarta cessione del credito, ma solo per coloro che hanno una partita Iva e per i clienti professionali. Il pagamento del 110% da parte della banca verrebbe offerto tramite il pagamento dell’F24, per poi essere saldato a 105€.

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Tuttavia, nulla è dato per certo: “Senza una nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate – dice Confedilizia – la norma sulla cessione dei crediti rischia di restare lettera morta”. Il comunicato continua: “Se è vero che stata un’interpretazione dell’amministrazione finanziaria riguardo le responsabilità degli istituti a bloccare il meccanismo della cessione, è comprensibile che siano loro stessi si sentano più protetti con una correzione di rotta”.

Si auspica, quindi, un intervento del Fisco che, se non dovesse arrivare getterebbe ombre sugli interventi normativi fatti negli ultimi mesi dal governo. Dunque, si parla di ultimi giorni utili per trovare una soluzione a questo problema che assume, di giorno in giorno, le fattezze di una telenovela.