Inflazione, cosa accadrà ora con le pensioni minime

A seguito dell’aumento dell’inflazione ci saranno numerosi cambiamenti per quanto riguarda le pensioni minime. Ecco che cosa accadrà

L’aumento dei prezzi di carburante, materie prime e, soprattutto, energia, ha causato una pesante inflazione che si è abbattuta con forza su tutta l’Unione Europea. Si tratta di situazione molto complessa che ha impattato soprattutto sui risparmi dei cittadini e di particolari categorie, come i pensionati.

(Inflazione pensioni minime/Ansa)

Fare la spesa è infatti diventata l’attività più costosa in assoluto e questo ricade, ovviamente, sul potere d’acquisto dei cittadini. Ma ecco cosa accadrà alle pensioni minime a seguito dell’aumento dell’inflazione.

Inflazione. Ecco cosa accadrà alle pensioni minime

Solo nel mese di settembre, l’inflazione ha fatto registrare un incredibile aumento di circa lo 0,3%, e addirittura l’8,9% rispetto al 2021. Si tratta di uno dei livelli maggiori dal 1985, che rispecchia le enormi difficoltà per un numero enorme di cittadini, come ad esempio i pensionati (le categorie che sono più in difficoltà).

Si tratta di circa 2,1 milioni di percettori, i quali percepiscono il minimo dell’assegno pensionistico. Ma cosa succederà alle pensioni minime con l’aumento dell’inflazione? Sono moltissimi i cittadini che se lo stanno chiedendo in quanto percettori di questa prestazione economica (la quale rappresenta l’unica entrata mensile).

La pensione minima potrebbe aumentare di 37,19€ in caso di inflazione “congelata” ai livelli attuali, un aumento dell’importo di circa il 7,1%. Si tratta di quella che viene definita “inflazione acquisita”. Dunque, la pensione minima per i cittadini che la percepiscono salirebbe a 561,02€, ovvero 483,47€ in più in un anno. Una cifra che, seppur non risolutiva, permetterebbe di pagare numerose bollette di energia, come la corrente o il gas.

(Inflazione pensioni minime/Ansa)

Potranno ricevere l’aumento del 7,1% coloro che percepiscono un assegno fino a 4 volte la pensione minima, ovvero 2.095,32€ al mese. Chi riceve una pensione tra i 2.095,32€ e 2.619,15€ potranno godere di una rivalutazione del 90% del 7,1%, ovvero il 6,39%. Per assegni superiori a 2.629,15€ al mese la rivalutazione a seguito dell’aumento dell’inflazione sarà del 5,33%, ovvero il 75% del 7,1% inteso per le pensioni minime.

È importante ricordare, infine, che l’effettivo tasso di rivalutazione delle pensioni sarà calcolato in maniera definitiva a seguito dell’andamento dell’inflazione durante gli ultimi tre mesi dell’anno. Dato che non ci sarà il tempo sufficiente per calcolare quello di dicembre, verrà stabilita una rivalutazione provvisoria in base alle stime effettuate, per poi scalare o accreditare eventuali differenze nell’anno successivo.